Maestro Artigiano a Firenze: la riscoperta delle tradizioni artigianali

Abiti storici e costumi per lo spettacolo a Firenze

Maestro artigiano a Firenze: l’arte di creare oggetti unici e di altissima qualità attraverso tecniche antiche tramandate di generazione in generazione.

Abiti storici e costumi per lo spettacolo a Firenze

Firenze è conosciuta in tutto il mondo come una delle città più importanti per l’arte e la cultura. Ma non tutti sanno che anche l’artigianato fiorentino ha una lunga tradizione che risale al Rinascimento. A Firenze ci sono ancora molti maestri artigiani che producono oggetti unici e di altissima qualità, utilizzando tecniche antiche tramandate di generazione in generazione.

I maestri artigiani fiorentini sono famosi in tutto il mondo per la loro abilità nel lavorare con materiali come la pelle, la ceramica, il legno, il vetro e il marmo. Grazie alla loro maestria e alla loro creatività, producono oggetti unici e di altissima qualità, come borse, scarpe, ceramiche artistiche, mobili, gioielli e oggetti d’arte.

Il diploma di Maestro Artigiano è un riconoscimento ufficiale conferito dallo Stato italiano a coloro che dimostrano di possedere un elevato livello di competenze tecniche e di conoscenze nell’ambito dell’artigianato. Per ottenere il diploma di Maestro Artigiano, è necessario possedere un diploma di scuola media superiore e aver maturato almeno 10 anni di esperienza professionale nel settore dell’artigianato. Inoltre, è necessario superare un esame che prevede la valutazione di competenze tecniche, artistiche e di gestione aziendale.

Il diploma di Maestro Artigiano rappresenta un’importante riconoscimento per i professionisti dell’artigianato, in quanto attesta la loro elevata competenza e professionalità. Inoltre, consente di accedere a finanziamenti agevolati, di partecipare a gare d’appalto e di ottenere agevolazioni fiscali e contributi per lo sviluppo dell’attività.

In Italia, il sistema dell’artigianato è regolamentato dal Ministero dello Sviluppo Economico, che si occupa di definire le modalità di rilascio del diploma di Maestro Artigiano e di promuovere lo sviluppo dell’artigianato di qualità. Il diploma di Maestro Artigiano rappresenta quindi un traguardo importante per i professionisti dell’artigianato che desiderano valorizzare le loro competenze e distinguersi sul mercato, garantendo ai loro clienti la massima qualità dei prodotti e dei servizi offerti.

I maestri artigiani fiorentini sono una vera e propria risorsa per la città di Firenze e più in generale per l’intero settore del Made In Italy. La loro abilità e la loro creatività rendono Firenze un luogo unico al mondo, dove la tradizione artigianale è ancora viva e ben presente. Se visitate Firenze, non dimenticate di fare un salto nei laboratori degli artigiani per scoprire le loro creazioni e conoscere la storia di questo antico mestiere.

Sartoria Teatrale Madame Flo di Vittoria Valzania
Nella foto il maestro artigiano Vittoria Valzania della sartoria MadameFLO durante le fasi di realizzazione dei costumi per la celebre rievocazione storica di Scannagallo.

Sartoria MadameFlo a Firenze: l’arte al servizio della creazione di abiti storici e costumi per lo spettacolo

La sartoria MadameFlo a Firenze rappresenta un esempio perfetto di come l’artigianato fiorentino possa sposare la creatività e la passione per la moda, ma soprattutto la creazione di abiti storici e costumi per lo spettacolo. Qui, infatti, la tradizione artigiana si unisce alla precisione e alla cura del dettaglio, dando vita a capi unici e di altissima qualità.

Il cuore della sartoria è il maestro artigiano Vittoria Valzania, il cui lavoro si riflette in ogni singolo dettaglio degli abiti e dei costumi realizzati. La cura per i tessuti, l’attenzione per le linee e la precisione nelle cuciture sono solo alcune delle caratteristiche che distinguono il lavoro del maestro artigiano.

Ma non è solo l’alta qualità dei prodotti a fare della sartoria MadameFlo un luogo speciale: è la passione e l’amore per l’artigianato che si respira in ogni angolo della sartoria. Qui, infatti, ogni capo è realizzato con cura e dedizione, come se fosse un pezzo unico e prezioso.

Se amate la moda, gli abiti storici e i costumi per lo spettacolo di altissima qualità, non potete perdervi la sartoria MadameFlo a Firenze. Qui, infatti, troverete non solo capi pregiati, ma anche la passione e la dedizione di un maestro artigiano che ama il suo lavoro.

Caritas Firenze: lezioni di cucito

Caritas Firenze - Lezioni di cucito - Sartoria Firenze - MadameFLO di Vittoria Valzania

La Caritas parrocchiale di Santa Maria a Cintoia ha organizzato una serie di lezioni di cucito, un nuovo modo di vivere attivamente la cittadinanza, di partecipare, di fare volontariato.

Caritas Firenze - Lezioni di cucito - Sartoria Firenze - MadameFLO di Vittoria Valzania

La mission del progetto della Caritas parrocchiale di Santa Maria a Cintoia in collaborazione con Vittoria Valzania, si basa su una serie di appuntamenti dal vivo per lo sviluppo di un percorso formativo utile ad apprendere gli strumenti necessari per la ri-costruzione di una propria autonomia professionale attraverso lezioni di cucito.

Il corso è gratuito ed è dedicato a persone italiane e straniere, disoccupate o inoccupate seguite da Caritas Firenze. I progetti di solidarietà costituiscono un’importante esperienza di apprendimento per crescere sul piano personale, educativo, sociale e civico, consentendo di realizzare attività nel proprio territorio. Lungo il percorso educativo di crescita, sviluppo ed inclusione, la persona e le proprie peculiarità sono poste al centro del progetto che valorizza il sapere e l’abilità dell’artigianato sartoriale tramandati da generazione in generazione

Il percorso si basa su una serie di laboratori di sartoria con l’obiettivo di insegnare le competenze base del cucito ma anche per ideare momenti indispensabili per favorire legami sociali fra persone che purtroppo vivono situazioni di disagio e isolamento quotidiane. Il corso è strutturato come un vero e proprio laboratorio pratico articolato in svariati incontri in cui si esplorerà l’arte del cucito, partendo dalle nozioni base delle riparazioni e del restyling, fino ad arrivare a confezionare semplici capi di abbigliamento o accessori.

Il progetto prevede due momenti e due temi diversi, in modo da valorizzare l’avvicinamento al cucito e condividere la conoscenza di tecniche di base utili per piccole riparazioni e magari per svolgere qualche lavoretto in casa; successivamente i partecipanti approcceranno una fase più creativa che concretizzerà nella preparazione di alcuni capi modificati in modo creativo per il mercatino di Caritas.

Rudimenti di Cucito

Durante il corso di cucito i partecipanti impareranno a conoscere gli strumenti della sarta e a mettere insieme un kit che servirà per le prime riparazioni; apprenderanno le nozioni sui punti base a mano, su come attaccare ganci, bottoni, automatici e quali fili scegliere.

Successivamente verrà mostrato come è fatta una macchina da cucire e come si usa per eseguire le cuciture di base. Il corso prevede una lezione finale in cui, dopo aver acquisito un po’ di manualità, verrà realizzato un piccolo grembiule con tasche per tenere il kit della sarta a portata di mano.

Il programma del corso è articolato in diversi appuntamenti che affrontano temi come:

  • gli strumenti presenti nella borsa della sarta e rudimenti di cucito: punti a mano come la filza, il punto indietro e le sue varianti e utilizzi;
  • i punti a mano, il punto strega e come si attacca un bottone;
  • le tipologie di ganci e loro applicazioni;
  • il sottopunto e sue applicazioni, realizzazione di un orlo a mano;
  • la macchina da cucire: come è fatta e come si usa;
  • il rammendo a mano e a macchina.

Recuperando

Le lezioni del ciclo Recuperando rappresentano la seconda fase del percorso. L’idea nasce dal fatto che sempre di più stiamo andando verso un mondo in cui gli oggetti devono avere una seconda vita, primi tra tutti gli abiti. Possiamo decidere di tenere un vecchio vestito per affetto, modificarlo e continuare ad usarlo per tenerlo vicino a noi, o per necessità e apportare piccoli cambiamenti al vestito donato per sentirlo più nostro.

La sartoria MadameFLO di Vittoria Valzania sta portando avanti un progetto di riciclo basato sui jeans chiamato Reejeansiamo. Con la stessa logica è previsto, all’interno del lavoratorio di sartoria, l’insegnamento di alcune tecniche base di cucito utili sia per modificare e riparare i propri abiti che per quelli di possibili piccoli clienti. Un piccolo progetto di upcycling (riutilizzo) nel quale le donne possano apprendere le tecniche più creative per realizzare piccole riparazioni.

Clicca qui per maggiori informazioni sulle lezioni di cucito organizzate da Caritas Firenze.

Consegna del diploma di Maestro Artigiano

Consegna del diploma di Maestro Artigiano - 16 febbraio 2023 - Madame Flo

Il Presidente della Camera di Commercio di Firenze Leonardo Bassilichi consegna il prestigioso riconoscimento di Maestro Artigiano alle eccellenze dell’artigianato fiorentino.

Consegna del diploma di Maestro Artigiano - 16 febbraio 2023 - Madame Flo

Si è svolta il 16 febbraio 2023 la cerimonia per la consegna dei diplomi di Maestro Artigiano presso la Camera di Commercio di Firenze. Un riconoscimento a chi, come la Sartoria Madame Flo di Vittoria Valzania, mantiene viva la tradizione del saper fare fiorentino.

La consegna è avvenuta da parte del Presidente Leonardo Bassilichi e del Segretario Giuseppe Salvini in occasione dell’evento a cui hanno partecipato le eccellenze artigiane delle Provincia di Firenze: un riconoscimento attribuito ai titolari di impresa artigiana ai quali un’apposita commissione ha riconosciuto un’elevata professionalità unita ad una spiccata attitudine all’insegnamento del mestiere ai più giovani.

Quella del Maestro Artigiano è una prestigiosa qualifica che premia l’esperienza, la capacità di trasmettere la propria passione e la qualità del lavoro che svolgono da anni ad un elevatissimo livello qualitativo. Il Maestro Artigiano svolge inoltre attività di docenza e di tutor per la formazione di allievi in corsi organizzati dai soggetti accreditati e dirige una bottega-scuola. Ad oggi i Maestri Artigiani riconosciuti sono 160 in tutta la Toscana, ed operano in settori disparati, dal vetro alla pelle, alle ceramiche, passando per la gioielleria e la sartoria di alta moda.

L’evento è stato preceduto da un momento di discussione dove i neo Maestri Artigiani presenti al tavolo si sono confrontati su progettualità e idee condividendo una serie di elementi utili a migliorare e incentivare il processo di formazione di nuovi artigiani.

I Maestri Artigiani rappresentano non solo figure indiscusse nel panorama del Made in Italy di alta qualità, ma anche e soprattutto il fulcro di un percorso di trasmissione del saper-fare alle nuove generazioni, con l’obiettivo di rivitalizzare e proiettare verso il futuro la tradizione dell’artigianato fiorentino. Attraverso le figure dei maestri artigiani la Toscana mira a valorizzare le professioni di qualità del territorio, e a sviluppare percorsi formativi volti a creare nuova imprenditorialità.

È la Camera di Commercio a rilasciare gli attestati, attraverso un’istruttoria che valuta la storia (almeno decennale) dell’imprenditore, la capacità professionale (che si traduce in premi e riconoscimenti) e soprattutto l’attitudine all’insegnamento. Il rilascio della qualifica di maestro artigiano prevede il parere della Commissione regionale per l’artigianato, dove siedono rappresentanti della Regione e delle associazioni di categoria.

Vittoria Valziana (titolare della sartoria Madame Flo di Firenze) riceve questo ambitissimo attestato frutto del duro lavoro e dell’impegno riposto in questa attività da oltre 10 anni. Nella foto qui di seguito il momento in cui il Presidente della Camera di Commercio di Firenze Leonardo Bassilichi consegna l’attestato.

Consegna del diploma di Maestro Artigiano Vittoria Valzania
Vittoria Valzania con il Presidente della Camera di Commercio di Firenze Leonardo Bassilichi – 16 Febbraio 2023

Forma per cappelli: un lavoro artigianale d’altri tempi

Forma per cappelli: un lavoro artigianale d'altri tempi

La forma per cappelli è cambiata nel tempo, ha seguito le mode e gli stili e si è rinnovata fino ad arrivare a noi.

Vendita forme per cappelli: realizzazione artigianale

La forma per cappelli più classica viene realizzata in legno. Sono pochissimi gli artigiani che ancora le realizzano e per approcciarsi a questa arte bisogna avere grande maestria e buon gusto.

Sicuramente la gran Bretagna è il posto in cui questa forma di arte è rimasta più attiva. I maestri artigiani che lavorano le forme in legno sono presenti sul territorio per far in modo che durante la Royal Ascot possano essere sfoggiati i famosi cappellini. Come non ricordare il famoso film My Fair Lady del 1964 in cui lo spettacolare outfit di Audrey Hepburn è passato alla storia per il cappello a dir poco estremo, indicativo della tendenza valida ancora oggi sui verdi prati dell’Ascot. Questa è l’occasione in cui ci si sfida a colpi di cappello.

Chiaramente le modiste inglesi lavorano per realizzare il cappello più elegante e bizzarro ma come poterlo fare senza la base creata apposta per l’evento?

La regina del cappello è stata proprio la Regina. Si dice infatti che Elisabetta II in quasi settant’anni di regno ne abbia indossati oltre cinquemila. Lo stile dei suoi copricapi era studiato per essere sempre rigorosamente in coordinato con gli abiti. La forma e il colori pastello avevano lo scopo di renderla riconoscibile tra la folla in un colpo d’occhio. Si dice che la regina disse così a Philip Treacy, fra i cappellai più amati del jet set, Fanno parte dell’uniforme, in occasione di un incontro formale a Buckingham Palace.

Fu la principessa Diana a dare nuovo slancio alla tendenza dell’uso del cappello negli anni ’80.

Come per la famiglia reale degli anni precedenti a lei, c’era un’etichetta riguardante l’abbigliamento molto rigida e i cappelli ne erano una parte fondamentale. Non possiamo non ricordare lo stile sofisticato di Lady D e l’eleganza delle sue apparizioni in pubblico. Il suo stile ha fatto storia e i suoi outfit sono stati riproposti indossati dalle bambole più famose del mondo. Per quanto riguarda i cappelli i suoi designer preferiti sono stati John Boyd, Simone Mirman e Graham Smith che hanno creato per la principessa di Galles i copricapi più iconici e hanno reso le sue apparizioni ufficiali memorabili per decenni a venire.

Ma l’arte di fare i cappelli e di creare le forme per cappelli adatte a tutte le occasioni va oltre la moda. L’etichetta reale esige che venga indossato il cappello seguendo alcune regole imprescindibili. Non ci possiamo dimenticare che la paglia può essere messa solo per i matrimoni di primavera celebrati dopo Pasqua e invece che in chiesa sono da evitare cappelli enormi, che renderebbero impossibile la fruizione della cerimonia a chi è seduto dietro.

Ma non è finita: meglio portare il copricapo sceso sul lato destro del viso e, per gli eventi mondani, vietato coprire la testa dopo le diciotto di sera. Districarsi in questa fitta rete di regole camminando sul filo dell’eleganza non è facile.

Vantaggi delle forme per cappelli in plastica

Le forme per cappelli in plastica rappresentano una scelta vantaggiosa per gli artigiani e i produttori di cappelli. A differenza delle forme di legno, le forme in plastica offrono una maggiore flessibilità e precisione nel modellare i cappelli, garantendo un adattamento perfetto alle esigenze dei clienti. La plastica, infatti, è un materiale che può essere modellato con più facilità, consentendo di creare cappelli su misura con forme e stili pressoché infiniti.

Inoltre, le forme per cappelli in plastica possono essere persino più resistenti e durature rispetto a quelle di legno. A differenza del legno, infatti, la plastica non assorbe l’umidità e non è soggetta a danni causati da insetti o muffe. Inoltre, le forme in plastica possono essere facilmente pulite e disinfettate. Infine, le forme per cappelli in plastica hanno un costo inferiore rispetto alle forme di legno, caratteristica che permette di ridurre i costi complessivi di produzione dei cappelli senza compromettere la qualità del prodotto finale.

Clicca qui per scoprire la nostra selezione di forme per cappelli standard o personalizzate, realizzate artigianalmente con tecniche moderne nel nostro laboratorio.

Battaglia di Scannagallo: inaugurata l’installazione ipertecnologica.

Battaglia di Scannagallo: inaugurata l’installazione ipertecnologica.

Installazione multisensoriale e mostra diffusa in tutti gli ambienti sulle armi cinquecentesche: la Battaglia di Scannagallo come non si era mai vista prima.

Battaglia di Scannagallo: inaugurata l’installazione ipertecnologica.
Nell’immagine gli abiti storici realizzati dalla Sartoria Madame Flo

Un progetto che parte da lontano, esattamente dal 30 e 31 luglio 2022, quando, durante la due giorni di rievocazione della Battaglia a cura dell’Associazione culturale Scannagallo tra Pozzo della Chiana e Marciano, sono state realizzate le riprese dei video utilizzati per l’installazione ipertecnologica. Gionata Salvietti, assessore con delega ai lavori pubblici, innovazione tecnologica, cultura e turismo, ha introdotto i numerosi ospiti al test dell’installazione multisensoriale, capace di catapultare gli utenti in mezzo a quegli eventi storici.

Si tratta di una tecnologia innovativa che consente, attraverso un visore e interfacce sensoriali, la riproduzione tridimensionale e la percezione tattile in tecnologia immersiva a 360°, per un’esperienza davvero unica ed indimenticabile. Le immagini sono state girate in soggettiva, quindi è come essere protagonisti e attori della Battaglia. Una bella novità, destinata non solo ai tanti turisti che vogliono avvicinarsi al nostro territorio e alle sue peculiarità, ma anche agli studenti che vogliono approfondire in maniera originale ed ipertecnologica avvenimenti che hanno segnato profondamente la storia della Toscana.

All’appuntamento ha preso parte anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che ha testato la tecnologia multimediale e rivolto entusiastici complimenti ai promotori. Il sindaco di Marciano della Chiana, Maria De Palma, si è detta orgogliosa e molto felice. Dopo la complessa ristrutturazione, la sfida era quella di riuscire ad arricchire di contenuti importanti ed attrattivi la Rocca del bellissimo comune toscano. L’obiettivo è stato raggiunto, attraverso una grande novità per il comune e una tecnologia unica che l’Amministrazione ha fortemente voluto, come strumento di valorizzazione e promozione turistica del territorio.

È adesso possibile rivivere la famosa Battaglia di Scannagallo in maniera immersiva, provando le stesse sensazioni di chi veramente l’ha combattuta: un’esperienza che sarà possibile vivere presso la Rocca di Marciano a partire da sabato 19 novembre 2022, nella Sala Fossombroni, grazie all’iniziativa del Comune di Marciano della Chiana.

Gli alti livelli di contenuti tecnologici raggiunti grazie ad un importante lavoro di team, sono stati evidenziati da Guido Geminiani, CEO Impersive, responsabile dei video 360°, Guido Gioioso e il prof. Domenico Prattichizzo, Co-founders WEART, start up che ha sviluppato il sistema tattile, autentico valore aggiunto dell’installazione multimediale.

L’intento è quello di coinvolgere soprattutto i più giovani, che attraverso il mezzo digitale si sentiranno più coinvolti e immersi nella storia.

Anche la Sartoria Madame Flo di Vittoria Valzania ha fatto parte del progetto realizzando due bellissimi abiti esposti presso una sala della mostra presente all’interno della Rocca di Marciano della Chiana.

Sartoria Teatrale a Firenze: Madame Flo di Vittoria Valzania

Sartoria Teatrale Madame Flo di Vittoria Valzania

Madame Flo è una sartoria teatrale a Firenze che dal 2010 confeziona costumi di ogni epoca per produzioni teatrali, televisive, film, eventi e feste.

Sartoria Teatrale Madame Flo di Vittoria Valzania

Nella nostra sartoria teatrale a Firenze Madame Flo confezioniamo costumi di ogni genere per lo spettacolo. Cuciamo i nostri abiti partendo dalla storia: un filo rosso che ci tiene legati alla tradizione ma che allo stesso tempo ci permette di introdurre elementi innovativi per soddisfare le esigenze delle più moderne produzioni teatrali, televisive e cinematografiche.

La nostra sartoria teatrale Madame Flo ha sede a Firenze e rappresenta un importante riferimento per la formazione, la consulenza stilistica e la produzione di costumi per il cinema ed il teatro in tutta Italia. Crediamo sia necessario salvaguardare l’identità e la capacità del “saper fare” nel terzo millennio e tramandare maestranze e competenze tramite attività di estremo valore per l’artigianato e il made in italy.

Lo staff della sartoria teatrale Madame Flo è in grado di realizzare costumi di grande pregio partendo da bozzetti, quadri, e da tutto ciò che costituisce fonte documentale circa l’evoluzione della storia del costume.

Qualsiasi produzione può avere necessità di una sartoria teatrale: dalla pubblicità agli eventi, dai festival alle feste a tema, spettacoli teatrali, burlesque, carnevale, Halloween.

Ideazione e confezione di costumi scenici.

L’attività lavorativa e di ricerca della Sartoria Teatrale Madame Flo, nel ruolo di costumista, si svolge tenendo conto della sceneggiatura e delle indicazioni della produzione, in quanto i costumi e gli abiti devono adattarsi al contesto storico e al tema proposto dal copione ed essere contemporaneamente presenti sempre anche nella sceneggiatura.

La nostra sartoria teatrale si distingue per la cura, la passione e l’originalità che solo una tradizione artigianale può trasmettere in ogni singolo capo. Abbiamo una professionalità tale che ci consente di rispondere a richieste particolari, quali la creazione di abiti personalizzati e su misura per le più svariate occasioni. Utilizziamo solo materiali di alta qualità, e tessuti pregiati per accontentare qualsiasi esigenza e richiesta.

La nostra provata esperienza sartoriale, unita alla nostra creatività e alla nostra capacità artigianale, ci consente, oltre alla creazione di pezzi unici ex-novo, di poter effettuare interventi di restauro e riparazioni sartoriali su costumi del passato.

Costumi e taglio sartoriale storico.

Il nostro è un mestiere meraviglioso, in cui l’arte prende vita. Le sensazioni, le emozioni, i desideri, compongono il retroscena della fantastica attività della nostra sartoria teatrale. Grazie a questo mondo il pregio dell’antico non svanirà, e grazie all’amore per la cultura si potrà creare una realtà ancora più coinvolgente.

In mezzo a questo straordinario patrimonio potrete ammirare l’evoluzione del costume e della moda nel tempo rimanendo incantati dall’antico sapere manuale, che grazie a mani d’oro di sapienti artigiani del nostro laboratorio, non sta scomparendo.

8 motivi per creare nuovi oggetti riciclando vecchi jeans

8 motivi per creare nuovi oggetti riciclando vecchi jeans

Resistente, versatili e pure decisamente cool, i vecchi jeans sono facili da riutilizzare per creare una varietà infinita di oggetti.

8 motivi per creare nuovi oggetti riciclando vecchi jeans

Tutti noi amiamo i capi in jeans. C’è qualcosa che li tiene al passo con i gusti di tutti e restano alla moda per decenni. Giacche, pantaloncini, scarpe, cappelli, camicie, gonne: qualsiasi parte del nostro outfit può essere realizzata in jeans!

Creare partendo da ciò che già esiste spinge la poesia della creazione alla sua massima espressione e rappresenta una forma di innovazione quotidiana. È un vero lavoro di artigianato sartoriale di alto livello. Dare una seconda vita ai prodotti e, allo stesso tempo, partecipare in modo concreto a un modello di sviluppo sostenibile, è sempre stato al centro del nostro modello di business che si basa sul riutilizzo di capi inutilizzati.

Ma vediamo i motivi per cui i capi in jeans sono ideali per creare nuovi oggetti sartoriali di tendenza.

Aiutare Madre Natura

Riutilizzare vecchi jeans aiuta la natura in grande stile. È ormai risaputo che meno si acquista, meno si produce e meno risorse naturali vengono utilizzate. Per produrre solo cotone per un paio di jeans occorrono migliaia di litri d’acqua (senza contare la tintura e la lavorazione). Il film The True Cost è un must per chiunque voglia approfondire questo argomento. Questo documentario, infatti, cambierà il modo in cui pensi ai vestiti che indossi.

Contribuire a ridurre i rifiuti

Dopo la produzione, lo smaltimento è un altro aspetto dell’impatto ambientale dell’industria della moda. I jeans sono piuttosto difficili da riciclare e sono tossici se lasciati a decomporsi. Non buttando via quel paio di jeans, risparmierai l’impatto dei rifiuti sul nostro pianeta.

Ci sono un sacco di progetti di cucito che alla base hanno proprio il riutilizzo di vecchi capi di jeans come, per esempio, il nostro chiamato Reejeansiamo.

Il jeans è sempre di tendenza

Il jeans è sempre alla moda ed è incredibile vedere che lo è sempre stato e sempre lo sarà! Da quando i jeans Levi’s sono stati introdotti per la prima volta nel 1873 fino ad oggi, le mode cambiano e la società si evolve, ma tutti noi continuano ad utilizzare ad amare i jeans.

Il jeans è sempre a posto

Non importa quale stile ami, in qualche modo il jeans si adatta a qualsiasi outfit. Greasers, cowboy, hippy, rapper, rocker: tutti gli stili di moda usano il denim secondo le loro affermazioni. Seguaci di Boho, casual o street style. Quindi non sbaglierai mai se utilizzi qualcosa da indossare usando vecchi jeans.

8 motivi per creare nuovi oggetti riciclando vecchi jeans
Le macchine da cucire Bernina sono note per l’elevato livello di qualità e prestazioni; si tratta, infatti, di modelli progettati principalmente per l’uso professionale, anche se è possibile trovare una linea specifica dedicata a un uso di tipo più domestico e artigianale

Progettato per durare nel tempo

I capi e gli accessori in jeans sono super resistenti e dureranno per anni anche con un utilizzo massiccio. La maggior parte dei jeans sono realizzati principalmente in cotone.

Facile da lavorare

I jeans sono facili da lavorare. Rispetto ad altri tessuti, il jeans è davvero un piacere da stirare, tagliare e cucire. Non si allunga e non scivola via. Sebbene al giorno d’oggi alcuni capi di jeans non sono più così resistenti (come quando era realizzato per minatori e cowboy), la maggior parte dei capi sono realizzati con jeans più sottili che comunque risultano ancora estremamente resistenti.

Subito alla moda con un look vintage!

L’aspetto più adorabile del jeans è l’effetto lavato! Questo effetto consumato, tuttavia, non è così facile da ottenere. Questo è il motivo per cui è fantastico utilizzare le parti di vecchi capi in jeans utilizzati piuttosto che acquistare un nuovo tessuto.

È facilissimo ottenere risultati dall’aspetto eccezionale quando si utilizzano materiali dall’aspetto eccezionale!

È un regalo fantastico!

Immagina di poter fare regali per i tuoi cari. I capi in jeans riciclati sono ecologici, riutilizzabili, unici e sempre così trendy! Dai un’occhiata ad alcune idee regalo sul nostro online store.

9 motivi per creare nuovi oggetti utilizzando vecchi jeans

Fast Fashion: un modello di business insostenibile per ambiente e lavoratori

Fast Fashion: un modello di business insostenibile per ambiente e lavoratori

La proliferazione del fast fashion ha avuto un impatto ambientale senza precedenti. Con il raddoppio della produzione negli ultimi 20 anni a fronte di un aumento della popolazione di solo il 28%, l’industria della moda va evidentemente ripensata in ottica circolare e sostenibile.

Il fenomeno del Fast Fashion è uno dei più dibattuti nella moda e si tratta della produzione di capi economici dal grande impatto ambientale. Come combatterlo?

Fast Fashion: un modello di business insostenibile per ambiente e lavoratori

Che cosa ha di diverso un paio di jeans sostenibili rispetto ad uno prodotto secondo i tradizionali processi industriali? Oltre a qualche dettaglio e rifinitura apparentemente sembrano uguali eppure la produzione tradizionale può richiedere fino a 10.000 litri di acqua per produrre un singolo capo di jeans, un’esagerazione se si pensa che prodotti sostenibile ne richiedono al massimo 200.

Purtroppo la maggior parte dei nostri indumenti sono prodotti in modo industriale in aziende site in paesi poveri in cui, molto spesso, i lavoratori sono minorenni e privi di tutele. In questo articolo vi spiegheremo come ognuno di noi può contribuire a un sistema moda più virtuoso, sostenibile ed etico.

Da dover partiamo?

Sostanzialmente la base del problema è il modo di produrre vestiti attraverso un modello di business chiamato Fast Fashion: in pochi sanno che questo termine è simile al fast-food quindi è basato sulla velocità e sull’eccesso. Il Fast Fashion è caratterizzato da due principali problemi: quantità e qualità. Si producono tanti, troppi vestiti di bassa qualità. Mentre una volta le stagioni della moda erano caratterizzate principalmente da una collezione primavera-estate e da una collezione autunno-inverno, adesso si arrivano a produrre fino a 52 collezioni ogni anno e a volte anche di più; ovviamente tutti questi capi di abbigliamento sono molto difficili da smaltire, finendo in discarica. Inoltre sono difficili da riciclare.

Il problema è anche la qualità perché gli abiti Fast Fashion sono progettati per non durare: sono realizzati con budget molto, molto bassi e sono studiati per danneggiarsi rapidamente in lavatrice dopo pochi lavaggi. Il risultato? Acquisti sbagliati di prodotti di bassa qualità e sempre in maggiori quantità.

La logica del Fast Fashion è in realtà critica in tutte le fasi della filiera. I pesticidi, per esempio, non sono utilizzati solo nella produzione di cibo ma vengono utilizzati in modo massiccio anche nella produzione di una delle fibre molto diffusa nell’industria tessile come il cotone. In India, circa 5,8 milioni di persone lavorano nelle piantagioni di cotone e in moltissimi si ammalano gravemente proprio per l’utilizzo dei pesticidi che causano gravi malattie respiratorie e tumori.

Un altro problema è quello relativo alle micro plastiche: un maglione in acrilico, un costume da bagno o delle scarpe da ginnastica hanno in comune il fatto di essere composti da plastica, un materiale sintetico che tende a sminuzzarsi ad ogni lavaggio. Le lavatrici non sono in grado di filtrare queste microscopiche particelle di fibra che quindi vengono rilasciate nell’ambiente finendo in mare e ingerite dai pesci, rientrano così nella catena alimentare anche dell’uomo.

Dobbiamo considerare anche il problema dell’inquinamento idrico: molte delle tinture utilizzate per produrre i nostri vestiti non sono affatto sostenibili e rendono completamente sterili alcuni terreni che sono utilizzati dalle popolazioni locali per coltivare. Infine non dobbiamo tralasciare l’inquinamento più classico: siamo tutti a conoscenza delle emissioni di CO2. Anche qui l’industria della moda non se la cava bene, infatti è responsabile per circa dell’8% delle emissioni.

A tutto questo si aggiunge un problema sociale rilevante: la condizione dei lavoratori. Moltissimi giovani, spesso minorenni, lavorano in fabbrica in condizioni pessime e pericolose per tante ore al giorno. Ci sono persino stati casi di maltrattamenti, violenze o segnalazioni, completamente ignorate, di crepe e danni strutturali agli edifici che hanno determinato crolli e morti sepolti sotto le macerie.

Chi immaginava che dietro alla produzione di abiti Fast Fashion ci potesse essere così tanta sofferenza?

Cosa possiamo fare nel nostro piccolo?

Il percorso di sostenibilità è un percorso estremamente personale però se non sapete da dove iniziare seguite questi cinque spunti.

Il primo è cambiare prospettiva perché ormai non possiamo più acquistare prodotti di scarsa qualità ma dobbiamo acquistare oggetti migliori che dureranno a lungo, ripararli e prendersi cura degli oggetti che già abbiamo.

Il secondo è quello di conoscere il costo per uso: non sempre la maglietta a 3 euro risulta più economica di una con cartellino 25 €. La maglietta economica che si distrugge dopo pochi lavaggi in lavatrice ha un costo per uso molto più alto rispetto una maglietta che magari costa 25 € e che durerà per anni.

Il terzo è l’acquisto di abbigliamento di seconda mano. Negli ultimi decenni abbiamo abbiamo prodotto così tanto abbigliamento da poter vivere di vestiti di seconda mano praticamente per sempre: recatevi nella bottega sotto casa o presso i tantissimi mercatini dell’usato presenti su tutto il territorio italiano per spulciare e trovare il capo che fa per voi.

Il quarto spunto è quello di imparare a conoscere i materiali poiché non sono tutti uguali. Uno stesso materiale può essere più o meno sostenibile: per esempio il cotone può essere un cotone certificato da enti autorizzati che certificano la produzione con un ridotto consumo di acqua, senza pesticidi; sicuramente un cotone molto diverso rispetto a quello tradizionale che tutti conosciamo. Anche tra i materiali sintetici ci sono differenze: per esempio un nylon tradizionale è diverso da un nylon prodotto in Italia ricavato dal riciclo delle reti da pesca o da altri rifiuti in plastica.

Lo spunto e il consiglio più importante è il passaparola e il buon esempio. Viviamo con altre persone in una società e quindi tutte le nostre azioni hanno un impatto molto forte verso l’esterno. Non soltanto perché l’azione di per sé è buona ma perché la stessa azione viene osservata in modo molto attento da altre persone. Quando acquistiamo capi ecosostenibili, stiamo allo stesso tempo inviando un messaggio anche a tutti coloro che ci circondano, trasferendo un messaggio positivo di economia circolare .

Dare l’esempio è molto più importante rispetto a predicare la sostenibilità .

Tratto da TEDx Talks

Come vendere jeans usati al kg?

Come vendere jeans usati online?

Vendere jeans usati è un’ottima soluzione che ti permette di inserire i vecchi capi in jeans in un processo di riutilizzo trasparente.

Leggi l’articolo e scopri come vendere jeans usati al kg.

Come vendere jeans usati online?

Hai fatto il cambio armadio e ti vuoi liberare di tutti i vestiti che hai scartato, ma ti spiace buttarli perché sono ancora in buono stato? Se hai dei vecchi jeans non gettarli via! Con il riciclo creativo puoi trasformarli in nuovi capi di abbigliamento. Lo scopo è proprio quello di allungare il ciclo di vita dei vestiti e ridurre al massimo lo spreco e l’accumulo di rifiuti tessili.

Sapere qualcosa in più in merito alla vendita di abiti al kg non è qualcosa che interessa unicamente i commercianti, ma può dimostrarsi utile anche a chi desidera disfarsi di capi di abbigliamento (in questo caso in jeans) che non usa più. Esiste Reejeansiamo pensato per vendere jeans usati al kg. Si tratta di un progetto per il riutilizzo di abiti usati nato a Firenze nel 2022.

La filosofia del progetto Reejeansiamo della Sartoria Madame Flo di Firenze è quella di contribuire alla sostenibilità e al riciclo. Uno dei motivi principali per cui il riutilizzo dei jeans (in inglese denim upcycling) è diventato molto più popolare tra le giovani generazioni (ma non solo) è perché le persone hanno trovato il proprio senso di stile. È passione, è l’amore controverso, è indossare la cosa sbagliata nel posto giusto, scambiandosi i ruoli per provare qualcosa di nuovo. In un momento di mercato come quello che stiamo vivendo, la creatività, l’innovazione e l’originalità sapranno regalarci le ricette per essere sempre alla moda pur utilizzando vecchi capi di Jeans.

Questo è il concept del progetto Reejeansiamo. Clicca qui per maggiori informazioni.

Come riutilizzare jeans usati?

Non devi necessariamente imparare a cucire o impiegare il tuo tempo libero per trovare un modo per riutilizzare i tuoi vecchi capi di jeans. Passeremo a ritirarli per trasformarli in qualcosa di nuovo.

Accettiamo capi di jeans di uomo, donna e bambini. Le categorie accettate sono pantaloni, giacche e camicie di qualsiasi forma e colore. I capi devono essere in buono stato e dovranno essere lavati prima della restituzione. Prepara il pacco e attendi l’arrivo del nostro corriere: per ciascun pacco che conterrà fino a 5 chili di vecchi jeans, ti invieremo un Voucher da 30 euro che potrai spendere nel nostro negozio online (può essere anche utilizzato come Voucher Regalo).

Come funziona?

Inviarci i tuoi vecchi jeans è semplicissimo. Penseremo a tutto noi, tu dovrai solo seguire questi semplici passaggi riportati qui di seguto:

  1. Seleziona i tuoi capi verificando che siano in buono stato;
  2. Lava i capi che vorrai inviarci affinché ci arrivino puliti pronti per essere lavorati;
  3. Inserisci i capi in una busta e riponili dentro ad una scatola.
  4. Compila il form online a questo link con tutte le informazioni richieste: clicca qui.
  5. Attendi il corriere per il ritiro del materiale.

Non appena riceveremo il pacco presso la nostra sede, lo verificheremo e provvederemo ad inviarti il buono sconto via mail all’indirizzo di posta elettronica che hai precedentemente specificato nel form online.

Per maggiori informazioni non esitare a contattarci cliccando qui.

Desigual: upcycling dal 1984

Desigual: upcycling dal 1984 Madame Flo

Capi di abbigliamento realizzati con denim di seconda mano, per generare meno sprechi possibili, trasformando capi usati in creazioni uniche, innovative e 100% sostenibili.

Desigual: upcycling dal 1984 Madame Flo

Avere look personali e particolari, senza danneggiare il pianeta e il portafoglio è l’obiettivo di tutti coloro che amano guardarsi allo specchio e trovarsi sempre diversi senza l’assillo di acquistare ogni volta capi nuovi. Proprio per questo la tendenza green del momento è l’upcycling, ossia recuperare indumenti già esistenti e già posseduti per dargli una nuova vita, ma non come quella di prima bensì facendo un salto di qualità, in termini di materiali, di design e di creatività. Praticamente un upgrade.

La storia di Desigual ha inizio nel 1984. In quell’anno il brand ha creato la prima giacca iconica a partire da jeans di seconda mano. Quando ancora non esisteva il termine upcycling, ha dato una nuova vita a molti capi in denim destinati a diventare solo un altro rifiuto. Al centro della loro mission sono la sostenibilità e la responsabilità sociale d’impresa. Obiettivo: promuovere un modello di produzione più rispettoso delle persone e del pianeta.

Desigual è un’azienda nata con la filosofia del riciclo inscritta nel proprio DNA, impegnandosi da sempre a utilizzare materie prime in fibre naturali e donare nuova vita a molti capi denim destinati a diventare nient’altro che rifiuti. Ma non solo: nel 2020 ha deciso di abbracciare in modo ancora più completo la filosofia ecosostenibile, attraverso la scelta di avviare una collaborazione con l’azienda Ecoalf: l’idea è quella di creare qualcosa di nuovo riutilizzando quanto era stato fatto in passato. La collezione quindi è nata da un mix di capi già realizzati. Per esempio, cambiando il colore delle maniche e inserendo cappucci in upcycled denim.

Il risultato è un’esclusiva collezione online di 500 capi duraturi e unici, che risponde a un doppio intento: da un lato salvaguardare l’ambiente, dall’altro far vincere la creatività.

Le parole d’ordine sono: ricicla, reinterpreta, riutilizza, ama ancora.

Una collezione all’insegna dell’upcycling, nel nome della sostenibilità.

I jeans sono spesso protagonisti di progetti di upcycling, come è stato per esempio per la collezione Ecoalf Desigual, mettendo in piedi una collaborazione stilistica e creativa con rifiuti riciclati: denim ricavato da jeans di seconda mano, nylon, lana e cotoni riciclati per un look urban da utilizzare nella vita di tutti i giorni.

Il progetto di Desigual e Ecoalf si spinge anche oltre i confini della moda: il brand e l’azienda spagnoli raccoglieranno la plastica sulla spiaggia di Barcellona, insieme al collettivo Pachamama Market: si prenderanno cura della spiaggia emblema della città, con l’obiettivo di raccogliere 1,5 tonnellate di rifiuti e rendere questo mondo un posto migliore.

Sostenibilità, upcycling e impatto ambientale sono al centro del dibattito pubblico degli ultimi anni, e finalmente qualcosa sta davvero cambiando. Uno dei settori più inquinanti al mondo è proprio quello della moda, e uno dopo l’altro i brand di tutto il mondo stanno facendo la loro parte per rivedere la loro intera filiera, dai materiali alla produzione, dalla distribuzione alla vendita, per ridurre il più possibile il loro impatto sul nostro pianeta.

Reejeansiamo: il progetto della Sartoria Madame Flo

Il vecchio jeans è un degli ospiti abituali del fondo di ogni armadio: la resistenza del tessuto li rende molto longevi, ma per contro rischia di farceli venire a noia. Riutilizzare un paio di vecchi jeans è un’idea ecologica e un ottimo modo per evitare di generare nuovi rifiuti. Il denim, inoltre, è un tessuto perfetto per il riutilizzo perché particolarmente duraturo e resistente. Perchè non usarlo per trasformarlo donando nuova vita a un oggetto che ha esaurito la sua funzione primaria?

Da qui nasce il progetto Reejeansiamo attraverso il quale la sartoria Madame Flo progetta e realizza nuovi capi d’abbigliamento partendo dai tuoi vecchi jeans (clicca qui per maggiori informazioni).

Sostenibilità e responsabilità sono al centro di ogni nostra azione. Intendiamo promuovere anche nel settore della moda, un modello di produzione più rispettoso delle persone e del pianeta. La qualità dei capi e del processo di produzione è uno degli impegni assunti dalla nostra sartoria di Firenze e che gestiamo perseguendo il nostro obiettivo di miglioramento continuo.

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