Progetto Feel IT: l’esperienza tattile della moda

Di norma, varcare la soglia di un museo o di una sala espositiva significa accettare una regola silenziosa ma ferrea: la distanza. Gli oggetti sono custoditi dietro teche di vetro, separati dal mondo da cordoni di velluto e cartelli che recitano, perentori, “non toccare“.
Ma cosa accade quando la bellezza, per essere davvero compresa, ha bisogno del contatto? Cosa succede se il “capolavoro” non chiede di essere solo guardato, ma di essere ascoltato sotto i polpastrelli?
Da sempre mi occupo di abiti storici, costumi e capi realizzati interamente a mano, secondo tecniche antiche che raccontano il tempo da cui provengono. Nel mio laboratorio i tessuti parlano: lo fanno attraverso la loro consistenza, il peso, le cuciture invisibili, le rifiniture pazienti. Eppure, per molto tempo, mi sono chiesta perché tutto questo dovesse restare un linguaggio riservato solo alla vista.
Nel mio lavoro, la stoffa non è solo superficie, ma struttura. Attraverso il progetto Feel IT tento di aprire le porte di un mondo solitamente precluso riportando al centro la lentezza dell’artigianato di un tempo
Per una persona non vedente o ipovedente, il tatto non è un senso surrogato, ma un linguaggio primario. Poter toccare, capire la costruzione di un capo, distinguere la qualità di una seta da quella di un lino, permette alla persona disabile di acquisire una nuova autonomia di giudizio. È così che un abito smette di essere un oggetto distante e diventa una storia da attraversare. In quel momento non rappresenta più qualcosa da guardare, ma qualcosa da comprendere, sentire, immaginare.
È quindi possibile esplorare ciò che nei musei è severamente vietato: la complessità di una cucitura a mano, la resistenza di un punto sartoriale, la morbidezza di un filato naturale lavorato secondo antiche tradizioni. Credo che la moda e l’arte siano un diritto. Non un privilegio per pochi, né un’esperienza mediata da altri. Possono essere strumenti potenti di autonomia, perché permettono di costruire immagini interiori, conoscenza, consapevolezza.
“Toccare un abito realizzato come si faceva una volta, significa sentire la storia del tempo impiegato per crearlo. Significa riconoscere il valore di una rifinitura invisibile all’occhio, ma vibrante sotto le dita.” Vittoria Valzania
Quando una persona non vedente può toccare un abito storico e comprenderne la struttura, ha l’opportunità di accedere in modo diretto a un contenuto culturale spesso precluso e l’esperienza culturale diventa più concreta, personale e accessibile.
Il progetto Feel IT
La parte fondamentale del progetto è la possibilità di avvicinarsi a opere d’arte che, altrimenti, resterebbero difficilmente accessibili. Partendo da un attento studio dei dipinti, confezioniamo artigianalmente fedeli riproduzioni di abiti rinascimentali: osserviamo le figure, analizziamo i volumi, interpretiamo i materiali rappresentati nei quadri. Con Feel IT questo lavoro esce idealmente dalla cornice e diventa un’esperienza concreta. L’obiettivo è permettere di conoscere ciò che quei dipinti raccontano anche attraverso il tatto, utilizzando sensi diversi per “vedere con le mani” alcuni elementi fondamentali custoditi nelle pinacoteche del mondo.
Durante le esperienze tattili guidate, i partecipanti possono toccare gli abiti, esplorare tessuti, cuciture e rifiniture interne, normalmente non accessibili nei contesti museali. Il tatto diventa così uno strumento di conoscenza che permette di comprendere come gli abiti venivano costruiti e indossati in passato.
Proponiamo un modo diverso di avvicinarsi all’arte e alla moda: un’esperienza concreta, inclusiva e rispettosa, in cui la storia del costume può essere conosciuta attraverso le mani.
I punti cardine del progetto:
- L’esperienza diretta: a differenza delle comuni esposizioni, attraverso l’esposizione die nostri abiti storici invita esplicitamente al contatto fisico con gli abiti storici.
- Recupero della Tradizione: i capi selezionati tecniche sartoriali storiche (cuciture a mano, asole ricamate, rifiniture interne in seta) che offrono un’esperienza tattile ricca e differenziata.
- Didattica Sensoriale: Accompagnati dall’artigiana, i partecipanti imparano a riconoscere i diversi tessuti e le tecniche di costruzione, acquisendo strumenti critici per valutare la qualità e il pregio dei materiali.
- Cultura dell’Accessibilità: Il progetto mira a sensibilizzare il settore delle istituzioni museali affinché q progetti come questi diventino la norma e non l’eccezione.
A cura di Vittoria Valzania
Articolo pubblicato su Il Corriere dei Ciechi dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (numero 2 – febbraio 2026 – Anno 81)


































