Cucire è terapeutico: un’attività che guarisce la mente

Cucire è terapeutico: un'attività che guarisce la mente

Concentrarsi su un lavoro, farsi completamente assorbire dall’ago e dal filo, allevia cattivi pensieri, tumulti interiori, ferite del corpo e dell’anima: ecco perchè cucire è terapeutico.

Cucire è terapeutico: un'attività che guarisce la mente

Cucire è terapeutico, quindi se vuoi staccare dal frenetismo che ti circonda e iniziare ad avere un ritaglio di tempo tutto per te, perché non iniziare a ritagliare in senso letterale.

Durante la Seconda Guerra mondiale, le donne che nei campi di prigionia cucivano coperte o ricamavano vestiti, non lo facevano certo con lo stesso spirito. Ognuna cuciva chiusa in se stessa, in solitudine, reclamando così la sua individualità immersa nella folla, nell’atmosfera claustrofobica del campo dove era considerata solo un numero: attraverso il suo lavoro, recuperava tempo per se stessa e con l’ago affermava la sua identità.

Cucire a mano, punto dopo punto è un esercizio di meditazione nonché un esercizio energizzante e una cura per il buon umore.

Cucire ti permetterà di essere soddisfatta di te stessa. Se nelle giornate no hai un’errata percezione di te, credendo di non essere in grado di realizzare qualsiasi cosa, parti dal cucito. Vedrai che partire da zero e vedere la tua creazione che passo dopo passo prende forma ti farà tornare il sorriso e la tua giornata storta diventerà una giornata si.

Ci sono molti studi che hanno esaminato e descritto lo sviluppo di questa competenza dal punto di vista neurofisiologico e psicologico, ma forse va approfondito il significato della mano come un possibile strumento di comunicazione con il mondo; la mano come fautore di un linguaggio le cui parole sono i movimenti e i cui discorsi sono gli oggetti: la mano che crea i pensieri del cervello attraverso gli oggetti che produce, che urla le emozioni,  la mano che può curare il dolore facendolo uscire per trasformarlo in un prodotto materiale, che riempie di simboli le cose attraverso il quale racconta le storie del cuore e della mente.

Far riaffiorare i ricordi e dar fonte di stimolo nuovo arrivando alla realizzazione di un prodotto finito è uno degli obiettivi più importanti di questa attività.

Cucire una bambola di stoffa a mano per esempio, prende tutto quello di cui abbiamo descritto finora e lo amplifica. Semplicemente perché stiamo facendo nascere una parte di noi, con la nostra forma umana. Facciamo nascere qualcosa che ci restituirà lo sguardo, che ci ricorderà qualcuno di caro, un’espressione, una somiglianza, un colore di occhi o capelli.

A noi di Madame Flo piace pensare che trasmettendo l’arte del cucito e della sartoria a persone di ogni età e professione, si crei un tessuto sociale che, proprio come un vero tessuto, unisce e “cuce” le persone in un’atmosfera piacevole e di grande ricchezza umana e condivisione.

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L’arte diventa realtà: dalla tela di Tiziano all’abito gioiello per il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina

L’arte diventa realtà: dalla tela di Tiziano all’abito gioiello per il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina
L’arte diventa realtà: dalla tela di Tiziano all’abito gioiello per il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina

La sapienza della sartoria artigianale abbinata all’arte pittorica o meglio allo studio dei dettagli pittorici. Nasce così il progetto creativo che ha permesso di consegnare al Corteo Storico della Repubblica Fiorentina il nuovo abito de ‘La Bella di Tiziano’.

Il corteo è una rievocazione nata in occasione dei festeggiamenti legati al quattrocentesimo anniversario della Partita dell’assedio, la storica partita giocatasi il 17 febbraio 1530 durante l’assedio militare di Firenze ad opera dell’imperatore Carlo V.

Composto da figure con abiti di tradizione cinquecentesca, il corteo sfila per le strade di Firenze rinnovando le tradizioni popolari fiorentine e riportando alla luce gli abiti e i ranghi sociali di alabardieri, archibusieri, belestrieri, bandierai, fanti e bombardieri, sergenti e ufficiali, musici e nobili della Repubblica Fiorentina. Il corteo ha introdotto anche le figure femminili e si è strutturato negli anni ’80.

Proprio a questo periodo risalgono i primi abiti delle Madonne Fiorentine, vestiti prestigiosi ispirati ai quadri   di personaggi rinascimentali illustri e influenti a Firenze. L’abito della capogruppo delle madonne fiorentine Natascha Ferrucci è quello indossato da ‘La Bella di Tiziano’, sconosciuta nobildonna raffigurata da Tiziano in un quadro della metà del Cinquecento, arrivato a Firenze con Vittoria della Rovere, quinta Granduchessa di Toscana, oggi esposto alla Galleria Palatina.

L’idea di realizzare un nuovo abito è nata dall’esigenza di attualizzare quello di oltre trent’anni fa, più volte rimaneggiato per adattarlo alle diverse Madonne che l’hanno indossato, migliorandone alcune caratteristiche: tessuto più leggero e traspirante, decorazioni fisse e maggior armonia rispetto al resto del gruppo delle Madonne.

Il nuovo abito è una rivisitazione fedele del dipinto e più integrata rispetto al resto del corteo. L’abito originale de ‘La Bella di Tiziano’ era formato da maniche removibili fermate attraverso fiocchi e lacci e dalla camicia allacciata, ma per esigenze di vestibilità è stato semplificato in un pezzo unico. Il tessuto originale era damasco, qui sostituito con una stoffa misto seta più usabile nelle diverse stagioni. Il risultato è simile all’abito originale del dipinto.

L’abito è stato realizzato da nove persone di età compresa tra i 29 e i 55 anni, che hanno cucito e assemblato i pezzi dell’abito già tagliati in precedenza. Il lavoro più complesso è stato realizzare le maniche, composte da circa 30 pezzi fra bordi di velluto, ricami, fiocchi e sbuffi, e il corpetto che consentiva di lavorarci soltanto a turni. L’abito è stato comunque confezionato in tempi record: appena 4 giorni e mezzo di lavoro.

Ad arricchire l’abito, realizzato durante un corso di sartoria promosso da Fondazione CR Firenze e Associazione OMA – Osservatorio dei Mestieri d’Arte, i gioielli prodotti da Riccardo Penko. Sono composti da orecchini, in argento dorato, realizzati completamente a mano, secondo le antiche tecniche della tradizione orafa fiorentina.

Il gioiello è composto da due lastre sovrapposte traforate a forma di petalo, sbalzate e incise, su cui poggia un castone smerlato che racchiude al suo interno un granato a taglio antico. La forma dell’orecchino richiama quella rappresentata nel dipinto de ‘La Bella di Tiziano’.

Sia il pernio a forma di goccia che il castone ed i petali sono interamente decorati con la tecnica del penkato che conferisce luminosità all’opera. Infine l’orecchino termina con una perla dalla tonalità dorata, dalla forma sferica, abbracciata da elementi traforati e dorati. La catena a maglie intrecciate in lega dorata compone un motivo asimmetrico e irregolare, sia per il numero degli elementi che per la loro lunghezza. Le maglie sono lavorate con la tecnica del “cesoro”.

La cintura in stoffa è stata impreziosita con sette cerchi dorati e traforati con motivi geometrici ispirati al Rinascimento. Ogni anello è diverso dall’altro per creare movimento all’intera cintura.

“La donazione di quest’abito – afferma Oliva Scaramuzzi, Consigliera di Fondazione CR Firenze – acquista oggi un significato importante di valorizzazione delle tradizioni popolari in un momento in cui la pandemia ha limitato le manifestazioni rievocative che rappresentano il cuore pulsante della memoria storica. Questa iniziativa è stata un’occasione importante di specializzazione sul tema della sartoria che siamo lieti abbia riscontrato un grande interesse. È anche il segnale di un efficace lavoro di squadra fra le varie realtà del territorio per dare opportunità lavorative ai giovani. Siamo consapevoli che il valore del nostro passato unito alla creatività delle nuove generazioni riescono a tramandare quella bellezza del fatto a mano che è una delle grandi risorse per la rinascita del Paese”.

A cura di Fabrizio Del Bimbo – Clicca qui per scaricare l’articolo pubblicato su L’Italo-Americano.

Corso per realizzare bambole di stoffa: progetta e crea la tua Venere

Corso per realizzare bambole di stoffa: progetta e crea la tua Venere

Partecipa al corso per imparare a sviluppare e creare la bellissima bambola di stoffa che rappresenta la Venere del famoso quadro di Botticelli.

Corso per realizzare bambole di stoffa: progetta e crea la tua Venere

Si terrà il giorno 15 luglio 2021 dalle ore 9.00 alle ore 13:00 presso Spazio NOTA a Firenze il corso per imparare a realizzare a mano con tecniche sartoriali la bambola di stoffa che rappresenta la Venere di Botticelli: la tua. Bellissima e in miniatura.

La Nascita di Venere è un famosissimo dipinto di Sandro Botticelli conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze e considerato un capolavoro dell’arte di tutti i tempi. A differenza della Primavera che è dipinta su tavola, la Venere è una tempera su tela di lino databile al 1482-1485 circa. L’opera nasconde un’allegoria della filosofia neoplatonica basata sul concetto di amore come energia vivificatrice, come una forza che fa muovere la natura. La nudità della dea rappresenta la la purezza, la semplicità e la nobiltà dell’anima, insomma una bellezza spirituale più che esteriore. Non a caso è stato fatto un parallelismo tra Venere e l’anima cristiana, che nasce dalle acque del battesimo.

Il corso è tenuto da Vittoria Valzania (Laureata in Cultura e Stilismo della Moda e in Restauro del Tessuto, diplomata presso l’Accademia di Arti e Mestieri del Teatro della Scala a Milano) che rappresenta la maggior interprete della tradizione artigianale fiorentina di eccellenza sartoriale, specializzata nella realizzazione di costumi storici. Da anni collabora con il Comune di Firenze e l’Associazione del Calcio Storico per la realizzazione e la manutenzione dei costumi utilizzati nel Corteo Storico di Firenze.

Cos’è la bellezza? Quanta importanza ha avuto nei secoli? Come funzionava la vita quando al posto dei post su i social c’erano i sonetti e i quadri?

Il corso prevede anche un interessantissimo intervento di Paola Palmieri di IconaToscana, che ci racconterà la storia di Venere e quella di Simonetta Vespucci, la modella che ispirò Botticelli considerata la donna più bella del mondo. Paola, con il suo bagaglio di esperienza nel settore della didattica e le sue naturali doti da PR, ha svolto studi storico artistici e ha una grande esperienza nel mondo del restauro e della catalogazione dei beni culturali; è anche abilitata come guida in lingua italiana e inglese.

Corso per realizzare bambole di stoffa: progetta e crea la tua Venere

Come si articolerà il corso?

All’arrivo ti consegnerò un bellissimo kit: dentro troverai tutto il necessario per realizzare la tua bambola di pezza e anche il cartamodello per replicarla tutte le volte che vorrai. Poi, via col corso pratico!

Ti insegnerò a ritagliare le parti che compongono la bambola di Venere, girarle, imbottirle e assemblare insieme tutti i pezzi che la compongono (svelandoti anche alcuni dei miei trucchi). Dopodiché sceglieremo insieme tra le varie possibilità di occhi e bocca da ricamare e ti insegnerò come realizzare gli elementi del viso della tua bambola.

Proseguiremo con la creazione dei capelli in lana e l’applicazione di tutti i particolari come i capezzoli-gioiello. Quando i capelli saranno pronti, li legheremo con un nastro azzurro e rifiniremo tutti i dettagli. Et Voilà, a questo punto sarai finalmente pronta per goderti la tua creazione in tutto il suo splendore!

All’interno del kit troverai anche un pratico piedistallo per tenere esposta la tua bambola, una esclusiva pochette in tessuto richiudibile realizzata da MadameFlo per la tua bambola e altri divertentissimi gadget.

A fine corso realizzeremo anche un simpatico shooting fotografico per immortalare il risultato finale come ricordo di questa entusiasmante esperienza.

Non solo un corso ma una vera e propria occasione per ritrovarsi, socializzare e imparare qualcosa di nuovo, in completa sicurezza e nel rispetto delle regole.

Scopri il programma del corso:

  • 9:00 – 9:30 > Arrivo e presentazioni;
  • 9.30 – 10:00 > Introduzione al corso e consegna del Kit;
  • 10:00 – 10:30 > Intervento di Paola (IconaToscana);
  • 10:30 – 11:30 > Studio del pattern e taglio; imbottitura e assemblaggio.
  • 11:30 – 12.30 > Creazione dei capelli, ricamo dettagli e rifiniture;
  • 12:30 – 13:00 > Shooting Fotografico;
  • dalle 13:00 > Saluti e Aperitivo (offerto da MadameFlo);

Il corso è a numero chiuso e i posti sono limitatissimi. Per partecipare è obbligatoria la prenotazione che puoi effettuare entro e non oltre il 30 giugno 2021 solo online sul nostro sito cliccando qui.

L’abito del Maestro dei Musici donato dal Rotary Club al Corteo Storico Fiorentino

L'abito del Maestro dei Musici donato dal Rotary Club al Corteo Storico Fiorentino

Conferenza stampa per la donazione al Corteo Storico Fiorentino dell’abito del Maestro dei Musici da parte del Rotary Club Lorenzo Il Magnifico.

L'abito del Maestro dei Musici donato dal Rotary Club al Corteo Storico Fiorentino

Si è tenuta il 27 marzo 2021 la conferenza stampa per la presentazione dell’abito del Maestro dei Musici donato dal Rotary Club Lorenzo il Magnifico al Corteo Storico Fiorentino; si tratta dell’ennesimo gesto che sempre di più rafforza la collaborazione tra le due organizzazioni. Ormai da molti anni il Rotary Club Lorenzo il Magnifico infatti, finanzia con grande orgoglio la riproduzione di abiti storici che caratterizzano la tradizione fiorentina.

Ma qual è la storia che si cela dietro a questo abito? E perché il Rotary Club Lorenzo Il Magnifico ha deciso di donare proprio l’abito abito del Maestro dei Musici?

Partiamo dalla carica che ricopre il Maestro dei Musici, il quale ha il compito di dirigere tutto il gruppo. Porta un bastone con pomo dorato in cima, guarnito di nappe, col quale comanda la direzione di marcia, le battute ai tamburini e il tempo di entrata ai trombetti e ai pifferi.

Il costume è caratterizzato da un abito rosso con indossato un ampio mantello in panno blu bordato con più passamanerie d’oro, calze rosse, scarpe in cuoio marrone, cappello di panno azzurro piumato, bastone di comando ed è armato di spada.

L'abito del Maestro dei Musici donato dal Rotary Club al Corteo Storico Fiorentino

Il motivo per il quale è stato scelto proprio l’abito del Maestro dei Musici deriva dall’archivio del Centro Studi dell’Associazione Culturale Repubblica Fiorentina 1530 che recentemente, si è arricchito delle riproduzioni fotografiche dei 21 bozzetti originali, conservati nella casa degli eredi dell’Architetto Alfredo Lensi, l’autore del Il Gioco del Calcio Fiorentino.

L’attività fondamentale di Alfredo Lensi sul Calcio Storico Fiorentino è descritta in modo preciso proprio nel volume dedicato al recupero della manifestazione. Alfredo Lensi è quindi il personaggio più importante per la ripresa delle partite di Calcio fiorentino. La ricostruzione è frutto di uno studio approfondito che riguarda una ricerca accademica effettuata dal Lensi (e da Pietro Gori) con l’aiuto delle fonti scritte e iconografiche reperite negli archivi di tutta Italia.

La riproduzione dell’abito del Maestro dei Musici si basa quindi su uno dei bozzetti ritrovati.

Dopo mesi di studio necessari per analizzare e progettare nel dettaglio tutti i particolari dell’abito, Vittoria Valzania si è occupata della produzione dello stesso: dopo circa un mese di lavoro svolto con dedizione e alta accuratezza sartoriale, viene finalmente presentato il lavoro svolto attraverso un evento ufficiale nella Sala Macconi del Comune di Firenze in presenza di Michele Pierguidi (Presidente del Quartiere 2 di Firenze, Presidente del Calcio Storico Fiorentino e Consigliere Speciale per le Tradizioni Popolari del Comune di Firenze), Filippo Giovannelli (Direttore del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina) e Pietro Lombardi (Presidente del Rotary Club Lorenzo il Magnifico).

Poupées de Mode: come far rivivere una tradizione settecentesca

Poupées de Mode: far rivivere una tradizione settecentesca
Poupées de Mode: far rivivere una tradizione settecentesca

Le Poupèes de Mode sono le antesignane delle sfilate e delle riviste di moda.

L’Europa del Settecento era attraversata da una circolazione continua di bambole di stoffa che indossavano gli ultimissimi modelli della sartoria femminile: uno strumento indispensabile ad ogni dama dell’alta società per essere a conoscenza delle novità della moda, soprattutto parigina, e potervisi adattare.

Alla corte di Maria Antonietta le Pouèes de Mode erano presenze pervasive e ricercatissime.

Oggi MadameFLO, laboratorio artigianale fiorentino d’eccellenza, specializzato nella realizzazione di costumi d’epoca, propone una versione contemporanea e piena di fascino delle Poupèes de Mode collegando l’antica forma di comunicazione fra cultrici del bello nel campo dell’abbigliamento, con il bello pittorico.

MadameFLO infatti produce una linea di gadget esclusivi, riservati alle pinacoteche d’eccellenza, costituiti da eleganti bambole in stoffa che indossano i più celebri abiti dipinti da grandi artisti in quadri famosi.

L’attenzione al dettaglio e la caratteristica artigianale del prodotto ne fanno proposte che si pongono a cavallo tra il semplice ricordo e l’oggetto di valore intrinseco, adatto a costituire un gratificante e persino sorprendente regalo per il ritorno da un viaggio, recuperando così, il senso originale delle Poupèes de Mode, destinate dai loro creatori a spostarsi in tutta l’Europa, attese con ansia e accolte con ammirazione.

MadameFLO realizza in forme e modi diversi costumi e materiale storico anche per altre rievocazioni e fonda le proprie radici nello studio e nel lavoro svolto presso le più grandi sartorie italiane che si occupano di costume per lo spettacolo.

MadameDoll: bambole realizzate a mano in Italia

MadameDoll: bambole realizzate a mano in Italia

MadameDoll è una serie iconica di bambole realizzate a mano in Italia, risultato di una libera interpretazione di personaggi significativi per la nostra cultura.

MadameDoll: bambole realizzate a mano in Italia

MadameDoll, il progetto legato alle bambole realizzate a mano in Italia da Vittoria Valzania, nasce dopo anni di gioco, pensando alle nostre passioni e a cosa ci rende felici: è una personalissima interpretazione di personaggi che hanno significato tanto, sono stati punti di riferimento, hanno contribuito alla nostra formazione e ci hanno ispirato.

“All’improvviso tutti i progetti a cui stavo lavorando si sono interrotti, ma non la voglia di creare con la stoffa”.

Così Vittoria Valzania, a capo della sartoria Madame Flo e con curriculum che vanta anche la prestigiosa collaborazione con il Corteo Storico Fiorentino, si è messa al lavoro immaginando una collezione di bambole dedicate a dieci donne simbolo dell’epoca contemporanea.

“Ho dato sfogo al mio desiderio di fare e ho anche pensato di elaborare un vero e proprio kit per far sì che anche chi fosse a casa potesse fare lo stesso. Un progetto che debutta a marzo, a un anno esatto dal suo concepimento”.

Lo studio e la ricerca delle stoffe, la ricreazione dei dettagli degli abiti, il lungo lavoro di ore o giorni che c’è dietro a ciascuna MadameDoll infatti, sono lontani dall’idea intesa come bambola creata con stracci e materiale vario di recupero. Le bambole della collezione MadameDoll sono bambole eleganti che possono fare bella mostra di sé nelle collezioni di chi ama questo tipo di arte.

Le regole per la realizzazione di ciascuna MadameDoll sono semplici ma rigorose: materiali selezionati e di qualità, per bambole da collezione, scelta tra tessuti pregiati come tendaggi, broccati, pizzi e damascati. No agli stracci, no a qualunque tessuto. I capelli sono creati con rafia naturale in vari colori, arricciata e attaccata rigorosamente a mano alla testa di ciascuna bambola. Gli occhi, la bocca e i segni che distinguono ciascuna MadameDoll sono scrupolosamente ricamati a mano, uno ad uno.

Tutte le MadameDoll sono bambole realizzate a mano in Italia in edizione limitata e numerata. Per i veri appassionati, le bambole non sono solo dei giocattoli, ma un oggetto su cui riversare la propria passione e dedizione, un oggetto da custodire gelosamente in collezioni invidiabili con infinite possibilità di crescita e valore. Dato il metodo di produzione completamente handmade, ogni MadameDoll è “artigianalmente imperfetta” e sempre diversa da quella precedentemente realizzata: proprio per questo motivo ogni pezzo è unico.

Quando parliamo di collezionare bambole possiamo riferirci ad un mondo svariato, ma la collezione di bambole antiche porta con sé rarità e pregio a cui molti collezionisti aspirano.

Una preziosa collezione in edizione limitata di bambole da collezione

Ogni bambola viene meticolosamente prodotta in Italia in edizione limitata e dopo un attento studio su dettagli e materiali, viene consegnata in un sorprendente packaging che vi lascerà a bocca aperta. La realizzazione a mano di ogni singola MadameDoll richiede molte ore di lavoro artigianale, di paziente, attento assemblaggio e di minuzioso ricamo dei dettagli.

MadameFLO (Valzania Vittoria Sartoria) è la maggior interprete della tradizione artigianale fiorentina di eccellenza sartoriale, specializzata nella realizzazione di abiti storici e costumi per lo spettacolo. Dopo mesi di studio, nel 2021 rilascia la collezione MadameDoll: una serie di bambole interamente realizzate a mano in Italia, un simpatico omaggio a icone indiscusse, non solo per il loro stile, ma anche per la loro forza, il loro coraggio e la loro capacità di rendere magico il mondo. 

Le MadameDoll sono bambole di pezza realizzate interamente a mano nel Laboratorio Artigianale di Sartoria a Firenze di MadameFLO. Acquistarne una significa regalare o regalarsi un’emozione unica.

La prima collezione in pezzi unici numerati include:

  • Cher: prende vita la bambola di pezza cucita a mano;
  • Coco Chanel: l’eleganza della semplicità tra le bambole icone della moda;
  • Frida Kahlo: il fascino delle bambole di personaggi famosi;
  • Grace Kelly: lo stupore delle Bambole di stoffa bellissime;
  • Iris Apfel: come è diventata una delle Bambole di donne famose;
  • Joséphine Baker: come realizzare la bambola di pezza fai da te;
  • Madonna: la mia icona a forma di bambola di stoffa realizzata a mano;
  • Marilyn Monroe: icona di stile;
  • Vivien Leigh: la bambola di pezza fatte a mano online di Miss Rossella;
  • Twiggy: la storia della moda in una piccola bambola di stoffa artigianale.

Donato al Corteo Storico della Repubblica Fiorentina l’abito de ‘La Bella di Tiziano’

Donato al Corteo Storico della Repubblica Fiorentina l’abito de ‘La Bella di Tiziano’
Donato al Corteo Storico della Repubblica Fiorentina l’abito de ‘La Bella di Tiziano’

È stato donato al Corteo Storico della Repubblica Fiorentina il nuovo abito de ‘La Bella di Tiziano’, realizzato durante il corso di sartoria gratuito promosso grazie al contributo di Fondazione CR Firenze e Associazione OMA.

La presentazione del sontuoso abito si è svolta il 23 marzo 2021, a Spazio NOTA, dove il corso si è svolto dall’8 al 13 marzo.

Erano presenti la consigliera di Fondazione CR Firenze Oliva Scaramuzzi, il consigliere speciale alle tradizioni popolari del Comune di Firenze Michele Pierguidi, il vicepresidente dell’Associazione OMA Giovanni Fossi, il Direttore del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e del Calcio Storico Fiorentino Filippo Giovannelli. Sono intervenuti a presentare l’abito anche la docente del corso, la fashion designer Vittoria Valzania, e il Maestro Riccardo Penko che ha creato i gioielli che accompagnano il vestito.

L’iniziativa è stata realizzata con il patrocinio del Comune di Firenze e in collaborazione con il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina.

Il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina ha introdotto le figure femminili in modo permanente e si è strutturato negli anni ’80. A questo periodo risalgono i primi abiti delle Madonne Fiorentine, abiti ispirati ai quadri di personaggi rinascimentali illustri e influenti a Firenze.

L’abito della Capogruppo delle Madonne fiorentine Natascha Ferrucci è quello indossato da ‘La Bella di Tiziano’, sconosciuta nobildonna raffigurata da Tiziano in un quadro della metà del Cinquecento, arrivato a Firenze con Vittoria della Rovere, quinta Granduchessa di Toscana, oggi esposto alla Galleria Palatina. L’idea di realizzare un nuovo abito destinato alla capogruppo è nata dall’esigenza di attualizzare quello di oltre trent’anni fa, più volte rimaneggiato per adattarlo alle diverse Madonne che l’hanno indossato, migliorandone alcune caratteristiche: tessuto più leggero e traspirante, decorazioni fisse e maggior armonia rispetto al resto del gruppo delle Madonne.

Donato al Corteo Storico della Repubblica Fiorentina l'abito de 'La Bella di Tiziano' realizzato durante corso di sartoria a Spazio NOTA
Partendo da sinistra: Vicepresidente OMA Giovanni Fossa, Direttore del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e del Calcio Storico Fiorentino Filippo Giovannelli, Maestro Riccardo Penko, Vittoria Valzania, Consigliera di Fondazione CR Firenze Oliva Scaramuzzi, consigliere speciale alle tradizioni popolari del Comune di Firenze Michele Pierguidi.

L’abito

Il nuovo abito è una rivisitazione fedele del dipinto e più integrata rispetto al resto del corteo. L’abito originale de ‘La Bella di Tiziano’ era formato da maniche removibili fermate attraverso fiocchi e lacci e dalla camicia allacciata, ma per esigenze di vestibilità è stato semplificato in un pezzo unico. Il tessuto originale era damasco, qui sostituito con una stoffa misto seta più usabile nelle diverse stagioni.

Il risultato è simile all’abito originale del dipinto. Durante il corso di sartoria, composto da nove partecipanti perlopiù professioniste di età compresa tra i 29 e i 55 anni, sono stati cuciti e assemblati i pezzi dell’abito già tagliati in precedenza. Il lavoro più complesso è stato realizzare le maniche, composte da circa 30 pezzi fra bordi di velluto, ricami, fiocchi e sbuffi, e il corpetto che consentiva di lavorarci soltanto a turni. L’abito è stato confezionato in tempi record (4 giorni e mezzo di lavoro) anche grazie al livello avanzato delle partecipanti.

I gioielli

I gioielli prodotti da Riccardo Penko, sono composti da orecchini, in argento dorato, realizzati completamente a mano, secondo le antiche tecniche della tradizione orafa fiorentina. Il gioiello è composto da due lastre sovrapposte traforate a forma di petalo, sbalzate e incise, su cui poggia un castone smerlato che racchiude al suo interno un granato a taglio antico.

La forma dell’orecchino richiama quella rappresentata nel dipinto de ‘La Bella di Tiziano’. Sia il pernio a forma di goccia che il castone ed i petali sono interamente decorati con la tecnica del penkato che conferisce luminosità all’opera. Infine l’orecchino termina con una perla dalla tonalità dorata, dalla forma sferica, abbracciata da elementi traforati e dorati. La catena a maglie intrecciate in lega dorata compone un motivo asimmetrico e irregolare, sia per il numero degli elementi che per la loro lunghezza. Le maglie sono lavorate con la tecnica del “cesoro”.

La cintura in stoffa è stata impreziosita con sette cerchi dorati e traforati con motivi geometrici ispirati al Rinascimento. Ogni anello è diverso dall’altro per creare movimento all’intera cintura.

Donato al Corteo Storico della Repubblica Fiorentina l'abito de 'La Bella di Tiziano' realizzato durante corso di sartoria a Spazio NOTA

“La donazione di quest’abito – afferma Oliva Scaramuzzi, Consigliera di Fondazione CR Firenze – acquista oggi un significato importante di valorizzazione delle tradizioni popolari in un momento in cui la pandemia ha limitato le manifestazioni rievocative che rappresentano il cuore pulsante della memoria storica. Questa iniziativa è stata un’occasione importante di specializzazione sul tema della sartoria che siamo lieti abbia riscontrato un grande interesse. È anche il segnale di un efficace lavoro di squadra fra le varie realtà del territorio per dare opportunità lavorative ai giovani. Siamo infatti consapevoli che il valore del nostro passato unito alla creatività propria delle nuove generazioni riescono a tramandare quella bellezza del fatto a mano che è una delle grandi risorse per la rinascita del Paese”.

“Ringrazio tutti i soggetti coinvolti in questa operazione ed in particolare la docente Vittoria Valzania e le sarte che hanno portato a termine questo sontuoso abito – afferma Giovanni Fossi, Vice Presidente di Associazione OMA – Osservatorio dei Mestieri d’Arte -. I mestieri d’arte stanno vivendo un momento difficile a causa della pandemia e l’approfondimento laboratoriale si presenta come una preziosa opportunità di crescita per i professionisti oppure di avvicinamento a nuove pratiche”.

“L’abito che è stato realizzato è un’opera di grande livello che va ad arricchire il patrimonio delle Tradizioni Popolari di Firenze – afferma Michele Pierguidi, Presidente del Calcio Storico Fiorentino e consigliere speciale alle tradizioni popolari – ed è un dono prezioso per dare risalto a una componente di primo piano del Corteo della Repubblica, quella delle Madonne Fiorentine. Siamo sempre impegnati nella valorizzazione e nel recupero dei nostri costumi e spero che la collaborazione con l’Associazione OMA possa proseguire anche in futuro”.

“Un sincero ringraziamento a Fondazione CR Firenze, Associazione OMA e Spazio NOTA per questa bellissima iniziativa che permette di sviluppare un aspetto fondamentale per il progetto rievocativo e ricostruttivo del Corteo Storico – conclude Filippo Giovannelli, Direttore del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e del Calcio Storico Fiorentino -. Migliorare sensibilmente, sotto ogni punto di vista, la ricostruzione e la ricerca storica degli abiti dei nostri Personaggi è un punto determinante per l’elevazione della qualità rievocativa e performativa della nostra arte. La maestria degli artigiani coinvolti, a cui va il nostro plauso, è garanzia di alta qualità e di assoluta attinenza filologica dei materiali e delle tecniche di realizzazione”.

A cura di Federica Sanna
Ufficio stampa Associazione OMA – Osservatorio dei Mestieri d’Arte

La Bella di Tiziano: il corso di OMA sul costume del rinascimento

La Bella di Tiziano: il corso di OMA sul costume del rinascimento
La Bella di Tiziano: il corso di OMA sul costume del rinascimento

Le eccellenze fiorentine: torna a vivere la “Bella” di Tiziano grazie al corso organizzato da OMA e sostenuto dalla Fondazione CR Firenze

Mai tanto osannato come oggi l’artigianato d’arte. E poi qui a Firenze che ne è la culla. Dopo troppi anni di oblio e di disattenzione eccoci ora alla svolta, ad opera di chi forse per primo se ne è occupato in modo serio, professionale, culturale e competente.

Parlo dell’associazione OMA, Osservatorio dei Mestieri d’Arte, voluta e sostenuta dalla Fondazione CR Firenze che ha dato il là ad un progetto prezioso ed importante come la realizzazione di un abito rinascimentale di fama, come quello indossato dalla modella (sconosciuta) nel quadro realizzato da Tiziano ai primi del Cinquecento, “La Bella di Tiziano, commissionato dalla famiglia Della Rovere e conservato alla Galleria Palatina. Il quadro arrivò a Firenze a Vittoria Della Rovere, sposata a Ferdinando II de’ Medici.

Ritratto di gentildonna ("La Bella")

Ora quel magnifico abito di velluto scuro con ricami dorati impreziosito da gioielli importanti e perle scaramazze degne di una nobildonna di gran casato, maniche a sbuffo legate da nastri che fanno uscire buffetti di camicia candida, riavrà la vita grazie ad un corso di sartoria promosso da OMA che impegnerà gli aspiranti sarti d’arte per 40 ore. Durante i sette giorni del corso verrà ricreato questo incredibile pezzo di Rinascimento allo Spazio Nota agli Artigianelli, per l’abito destinato poi ad arricchire il Corteo Storico Fiorentino.

Partecipa alla bella iniziativa, come sempre promossa da Fondazione CR Firenze, anche il Maestro orafo Paolo Penko. Col patrocinio del Comune di Firenze, la “Bella” riprende vita con le cure sartoriali degli allievi della docente di sartoria storica Vittoria Valzania.

Prima si studierà il cartamodello del vestito originale, magnifico esempio della moda del Cinquecento e della corte medicea, poi le lezioni per realizzare ex-novo il prezioso abito fedele a quello del dipinto di Tiziano.

Il corso è gratuito grazie a Fondazione CR FIrenze e alla sensibilità del suo Presidente Luigi Salvadori. I partecipanti sono stati selezionati dopo la chiusura delle candidature, che causa pandemia, hanno fatto slittare di un anno l’intero progetto.

A cura di Eva Desiderio – La Nazione

Bambola di pezza cucita a mano: Cher

Bambola di pezza cucita a mano: Cher
Bambola di pezza cucita a mano: Cher

Cher, prende vita la bambola di pezza cucita a mano.

Poche artiste si sono rivelate proteiformi come Cherilyn Sarkisian LaPierre, in arte semplicemente Cher, nata nel 1946 in California, nei pressi del confine con il Messico.

È stata la prima donna a scoprire l’ombelico in televisione e questa bambola di pezza cucita a mano le vuole rendere omaggio.

La sua interpretazione più famosa è certamente quella del 1989, il video girato per il lancio del singolo If I Could Turn Back Time a bordo della corazzta statunitense Missouri, la stessa nave dove fu firmata la resa del Giappone alla fine della Seconda guerra mondiale. Nel video Cher, circondata da centinaia di marinai entusiasti, indossa la prima e più ridotta versione del suo celebre costume, che le lascia scoperto quasi tutto il corpo, tanto da far scoppiare una polemica relativa a un tatuaggio sulla natica sinistra.

La bambola di pezza cucita a mano della collezione MadameDoll interpreta l’abito di questa esibizione che è cambiato negli anni diventando sempre più coprente. Cher non è solo una grande cantante, l’unica con una canzone al numero 1 della Billboard Hot 100 in sei decenni differenti, dagli anni Sessanta fino agli anni 2000. Believe, con oltre 10 milioni di copie vendute, è il singolo più venduto da una cantante donna in Inghilterra ed il maggior successo in assoluto del 1999.

Non era possibile non realizzare un’iconica bambola di pezza cucita a mano dell’artista che nel 1987 ha vinto il premio Oscar come miglior attrice protagonista nel film Stregata dalla luna, ha conquistato inoltre un David di Donatello come migliore attrice straniera, il Prix d’interprétation féminine a Cannes, un Grammy Award, un Emmy Award, tre Golden Globe e un People’s Choice Award.

Nonostante i successi ottenuti nel cinema, nella musica, in televisione, come produttrice discografica e come autrice Cher è soprattutto un personaggio che ha saputo imporsi come icona della modernità.

La bambola di pezza cucita a mano vuole celebrare la capacità di reinventarsi in nuovi ruoli e con nuove personalità che ha dimostrato e che l’hanno fatta conoscere e amare da numerose generazioni.

Il rapporto che ha con il proprio corpo, affidato fin dagli anni Settanta alle tecniche di mantenimento chirurgiche più avanzate l’ha trasformata in un simbolo della lotta dell’umanità contro il tempo, confortata dall’abilità con la quale le modifiche del suo costume l’hanno accompagnata negli anni.

Due matrimoni, due figli e due divorzi hanno segnato la sua vita sentimentale. Stupì quanti la ritenevano un’icona gay dimostrandosi imbarazzata quando la figlia le annunciò l’intenzione di cambiare sesso, percorso completato nel 2010, quando ha cambiato genere e nome sui documenti.

Bambola di pezza cucita a mano: Madame Doll Cher

Twiggy: la storia della moda in una bambola di stoffa artigianale

Bambole di stoffa artigianali: Twiggie
Bambole di stoffa artigianali: Twiggie

Le gambe lunghe e magre di questa bambola di stoffa artigianale portano subito alla memoria l’idea di fisico perfetto degli anni 60 e 70.

Non era ancora l’epoca delle top model super pagate e dei disturbi alimentari per mantenere il fisico perfetto. Questa bambola di stoffa artigianale interpreta la prima modella super pagata della storia, la ragazza che ha fatto conoscere al mondo la minigonna: Twiggy.

Dame Twiggy Lawson, pseudonimo di Lesley Hornby, è stata protagonista dell’evento forse più clamoroso della storia della moda: il lancio della minigonna da parte di Mary Quant, che forse non ne fu la vera ideatrice ma certo la impose al grande pubblico come capo di abbigliamento capace di caratterizzare l’immagine femminile degli anni sessanta.

La tradizione vuole che Twiggy sia stata scoperta da Justin de Villeneuve, suo pigmalione, quando lavorava come sciampista. Fu amore a prima vista e anche ingresso nel mondo della moda, dato che de Villeneuve intuì le immense possibilità espressive di un corpo adolescenziale, Twiggy infatti significa stecchino, in un momento nel quale la figura della donna nella società andava mutando rapidamente. Certo la sua apparizione si colloca all’inizio di un processo di trasformazione radicale delle modalità di presentazione della produzione di moda, non solo femminile, con la proposta di un corpo senza alcuna traccia di pienezza e ridotto invece all’essenziale.
La minigonna divenne simbolo della liberazione del corpo femminile dai vincoli che le erano stati imposti fino a quel momento.

Posizionata all’inizio tra i dieci e i quindici centimetri sopra il ginocchio l’orlo dell’indumento continuò a salire molto più a lungo del previsto; solo a metà degli anni Settanta la tendenza cominciò a invertirsi. Twiggy in versione bambola di stoffa artigianale indossa un abitino corto come una minigonna ed espone le gambe magre e dritte.

Secondo alcuni la nascita dell’indumento fu quasi casuale e derivò da motivi fiscali: in Inghilterra la tassazione degli abiti da donna era molto superiore a quelli da bambina e l’applicazione dell’aliquota superiore dipendeva dalla lunghezza della gonna. La minigonna sfuggiva all’esazione fiscale imposta agli adulti.
Dopo essersi imposta come modella, Twiggy approdò al teatro, al cinema e alla musica leggera. Ha interpretato quindici film e inciso nove album di canzoni. Oltre alle numerose apparizioni televisive, si segnala la sua partecipazione come giudice alla sesta e alla nona serie del reality televisivo America’s Next Top Model. Come non ricordare il suo cammeo nel film The Blues Brothers.

L’artista ha compiuto da poco settant’anni e vive oggi a Londra, con il marito, lo scrittore, attore e regista Allan Leigh Lawson, da lei sposato nel 1988.

La bambola di stoffa artigianale della collezione MadameDoll propone alcuni tratti fisici di Twiggy e ci ricorda anche che ci sono state donne, magari minute, in grado di cambiare per sempre il corso della moda e del gusto.

Questa MadameDoll, una bambola da collezione vuole riproporre quel momento storico e quell’idea di stile.

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