Dispense digitali di cucito (e non solo).

Dispense digitali di cucito (e non solo).


Scopri le dispense digitali del nostro laboratorio artigianale: tecniche, tessuti, storia del costume, moda, vintage e tanto altro.

Dispense digitali di cucito (e non solo).

Se ami la moda e la sartoria, non puoi perderti l’innovativo progetto che stiamo sviluppando e che sta rivoluzionando il modo in cui apprendiamo e pratichiamo le tecniche sartoriali (ma anche molto altro). Grazie alle dispense digitali di sartoria in formato PDF, potrai accedere a un tesoro di conoscenze direttamente dal comfort della tua casa, in vacanza oppure mentre sei in viaggio.

Siamo un laboratorio artigianale all’avanguardia e ci impegniamo costantemente a preservare e diffondere l’arte della sartoria tradizionale, offrendo al contempo un tocco di modernità attraverso la tecnologia digitale. A nostro avviso, la sezione dedicata alle dispense digitali è una risorsa preziosa per gli appassionati di moda di ogni livello, dai principianti ai professionisti.

Corsi di sartoria in formato PDF

Cosa aspettarsi? Prima di tutto, una vasta gamma di contenuti accuratamente redatti in formato digitale PDF con tante foto a colori, cartamodelli e spiegazioni dettagliate che coprono tantissimi argomenti: dalle tecniche sartoriali base a quelle avanzate, passando per le caratteristiche dei tessuti e dei materiali, fino alla storia del costume e al fascino intramontabile del vintage, non c’è argomento che non venga affrontato con maestria e creatività.

La cosa più incredibile delle nostre dispense digitali è costituita dalla loro immediata disponibilità e accesso. Puoi infatti accedere a questo prezioso archivio di conoscenze da qualsiasi dispositivo connesso a Internet, in qualsiasi momento e ovunque tu sia. Non c’è bisogno di attendere l’apertura del laboratorio o di fissare un appuntamento; tutto ciò di cui hai bisogno è a portata di clic.

Contenuti costantemente aggiornati

Ma le sorprese non finiscono qui. Ci impegniamo a a mantenere costantemente aggiornata la sezione di dispense digitali, con nuovi contenuti che vengono regolarmente aggiunti al catalogo. Questo significa che troverai sempre qualcosa di nuovo da imparare e esplorare, mantenendo viva la tua passione!

E il miglior vantaggio su tutti? Puoi acquistare le dispense digitali in qualsiasi momento, direttamente dal sito web e senza dover affrontare lunghe code o complicate procedure di acquisto. È semplice, veloce e conveniente, consentendoti di concentrarti su ciò che ami di più. E i prezzi sono davvero alla portata di tutti!

Infine, abbiamo deciso di offriamo un vantaggio esclusivo per coloro che scelgono di iscriversi alla nostra newsletter. Gli iscritti, infatti, avranno gratuitamente accesso a contenuti digitali selezionati, offrendo un’ulteriore motivazione per unirsi alla nostra community di appassionati. Questa è un’opportunità imperdibile per rimanere aggiornati sulle ultime novità e ricevere contenuti esclusivi direttamente nella propria casella di posta, arricchendo ulteriormente l’esperienza di apprendimento e condivisione,

Preparati ad apprendere una valanga di nozioni!

Una piccola storia sul verde arsenico

Una piccola storia del verde arsenico

Amiamo il verde arsenico, ma è sempre un po’ scioccante scoprire quali incredibili e pericolose sostanze siano state utilizzate per creare questo colore.

Una piccola storia del verde arsenico

Non c’è dubbio che il verde sia uno dei colori più affascinanti, interessanti e complessi della moda attraverso i secoli. Ci sono molti miti intorno a vari verdi e alle loro tossicità, ma come con la maggior parte delle mitologie, c’è un piccolo granello di verità.

C’erano molti nuovi colori chimicamente creati disponibili nel periodo vittoriano, e questi colori brillanti e audaci erano molto di moda. Il verde di Scheele, il rosso di Magdela, il malva di Perkin, il fucsina di Verguin, il giallo di Martius e il verde di Parigi erano solo alcuni di essi. Non tutti i coloranti erano realizzati con gli stessi composti. I coloranti all’arsenico precedono di circa 75 anni i coloranti creati con l’anilina e erano effettivamente noti per essere pericolosi, ma la mancanza di prove definitive e la domanda dei consumatori hanno mantenuto questi colori ampiamente disponibili per tutto il XIX secolo e parte del XX.

Prima del pigmento derivato dall’arsenico del 1775 di Carl Wilhelm Scheele, i tessuti verdi erano notoriamente difficili da creare. I tessuti venivano prima tinti di giallo, usando la curcuma o la reseda dei tintori (è una pianta appartenente alla famiglia delle resedaceae, diffusa nei terreni calcari di quasi tutto il mondo. Si tratta di una delle più antiche piante tintorie coltivate nel continente europeo), quindi sovratinti di blu dell’isatis o dall’indaco. La consistenza da un lotto all’altro era complicata e il tessuto risultante era costoso. Gli abiti verdi precedenti alla comune disponibilità dei verdi all’arsenico erano manifestazioni di ricchezza.

Una piccola storia del verde arsenico


Anche se il sito web del Met non fa menzione del fatto che questo abito americano sia stato tinteggiato con il verde di Scheele o il verde di Parigi, il vibrante colore verde-giallo, l’instabilità visibile con lo sbiadimento e la data del 1868 indicano che questo abito potrebbe essere velenoso.

C’erano due verdi a base di arsenico ben noti nel XIX secolo: il verde di Scheele e il verde di Parigi. Il verde di Scheele, anche chiamato verde di Schloss, era un colore verde-giallastro e piuttosto instabile, che sbiadiva o si ossidava facilmente. Il verde di Parigi, un colore verde smeraldo più profondo, fu inventato nel 1814 per migliorare il verde di Scheele. Durava più a lungo, ma entrambi i pigmenti si degradavano con l’umidità e diventavano arsina (l’arsina è un gas incolore, tossico, infiammabile). Con i verdi di Scheele e Parigi usati in tutto, dalle carte da parati, alla pittura, alle candele, ai coloranti alimentari, ai giocattoli e, naturalmente, ai tessuti, spiegano le malattie continue nel XIX secolo (oltre a così tante altre cose come… l’amianto).

Preservare l’artigianato significa insegnare e condividere le conoscenze. Incoraggiamo e supportiamo le nuove generazioni, plasmando il futuro della scena sartoriale italiana con passione, dedizione e autentica maestria sartoriale.

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Verso la metà degli anni ’60 del 1860, i nuovi coloranti sintetici erano ampiamente disponibili. Questi coloranti erano derivati dal catrame di carbone, che rappresentavano solo un miglioramento marginale rispetto alla tossicità dell’arsenico, ma rappresentavano comunque rischi per la salute. Non fu fino dopo la Prima Guerra Mondiale che vennero sviluppati coloranti verdi veramente sicuri e stabili, risultato inquietante del progresso nella tecnologia delle armi chimiche durante la Grande Guerra.

Una piccola storia del verde arsenico
Ritratto di Laura Gonzaga di Lavinia Fontana, Italia del XVI secolo. Non c’è dubbio che questo ensemble fosse costoso, con verde e oro tessuti insieme.

Se possiedi abiti antichi di colore verde che datano tra il 1775 e il 1920, maneggiali con cura. Non tutti gli abiti verdi sono tinti con coloranti all’arsenico o a base di catrame di carbone, ma è meglio essere prudenti che pentiti. Ricorda che i coloranti all’arsenico si trasformano in gas velenoso quando esposti all’umidità. Se hai dei dubbi, fai fare un test.

Papillon: storia, evoluzione e abbinamenti

Papillon: storia, evoluzione e abbinamenti

Il Papillon, da simbolo di esclusività a accessorio di tendenza, si evolve con materiali innovativi e offre abbinamenti versatili.

Papillon: storia, evoluzione e abbinamenti

Il Papillon, noto anche come farfallino o cravatta a farfalla, ha le sue radici nel XVII secolo, durante la guerra dei trent’anni. Indossato originariamente dai mercenari croati per chiudere le camicie sprovviste di bottoni, questo elegante accessorio è diventato un dettaglio essenziale per gli abiti formali come lo smoking e il frac.

Il Papillon ha fatto il suo debutto nel mondo della moda come elemento distintivo degli abiti formali. Inizialmente riservato a occasioni speciali, nel corso dei secoli si è trasformato in un’icona di stile adatto anche al look casual.

L’evoluzione del Papillon: materiali e stili

Da simbolo di esclusività a accessorio di tendenza, il Papillon ha attraversato un percorso di evoluzione. Oltre ai classici modelli in seta e tessuti sintetici, oggi possiamo trovare varianti in legno, sughero e persino plexiglass, rendendo questo accessorio sempre più artistico e adatto a ogni stile.

L’introduzione di materiali innovativi come il legno e il plexiglass ha portato il Papillon ad un livello superiore di originalità e creatività. Queste nuove varianti si sono ritagliate uno spazio nel mondo della moda maschile, offrendo un tocco di eleganza e modernità.

Abbinamenti e colori: dal classico al casual

Il Papillon offre una vasta gamma di possibilità di abbinamento, adattandosi a diverse occasioni e stili di moda. Dai classici neri per eventi formali ai colorati e fantasiosi per look casual, l’importanza della scelta del colore e del tessuto è fondamentale per un outfit impeccabile. Il colore del Papillon gioca un ruolo fondamentale nell’abbinamento con l’abbigliamento e gli altri accessori. Da toni neutri a sfumature vivaci, la scelta del colore deve essere ponderata in base all’occasione e al proprio stile personale, garantendo un look armonioso e raffinato.

Il Papillon, con la sua storia ricca e la sua capacità di adattarsi ai tempi, rimane un’icona di eleganza e stile. Dall’ambito militare al guardaroba quotidiano, questo accessorio ha saputo conquistare un posto di rilievo nella moda maschile e femminile, confermandosi un evergreen intramontabile.

Papillon: storia, evoluzione e abbinamenti

Il Cravatton: un’alternativa raffinata

Oltre al Papillon tradizionale, esiste una variante elegante e raffinata chiamata Cravatton. Realizzato con cura artigianale e disponibile in una varietà di colori e tessuti, il Cravatton si adatta perfettamente sia alle occasioni speciali che alla vita quotidiana, rappresentando un dettaglio di stile imprescindibile sia per l’uomo che per la donna.

Il cravatton rappresenta quel piccolo dettaglio di stile di cui non si può proprio fare a meno in quelle occasioni in cui il dress code impone l’uso di smoking e frac riuscendo tuttavia a farsi spazio anche nei guardaroba più casual. Il Cravatton, con la sua lavorazione artigianale e la sua esclusività, si distingue come un accessorio unico nel suo genere. Indossato con sicurezza e classe, aggiunge un tocco di raffinatezza a qualsiasi outfit, confermando il proprio status di elemento essenziale del guardaroba maschile e femminile.

Per scoprire la vasta selezione Cravatton, visita il nostro shop online e aggiungi un tocco di classe ai tuoi outfit!

Scuole di sartoria a Firenze

Scuole di sartoria a Firenze

Scopri le scuole di sartoria a Firenze, dove l’arte sartoriale italiana viene tramandata con passione e maestria.

Scuole di sartoria a Firenze

Le Scuole di sartoria a Firenze sono il fulcro della formazione per coloro che desiderano emergere nel mondo della moda, con un’enfasi particolare sulla sartoria artigianale. Nell’ottica di preservare e trasmettere le antiche tradizioni artigianali italiane, queste istituzioni offrono corsi mirati, adeguati ai tempi moderni, per formare professionisti altamente specializzati.

Le scuole di sartoria a Firenze si dedicano a tramandare competenze professionali e segreti del mestiere, consentendo agli allievi di acquisire abilità attraverso metodi mirati. Questo percorso formativo modulare mira a formare professionisti in grado di eccellere nel settore della sartoria artigianale.

I corsi delle scuole di sartoria a Firenze si rivolgono a una vasta gamma di partecipanti:

  • A chiunque desideri acquisire una preparazione rapida e efficace nelle tecniche sartoriali.
  • Apprendisti sarti desiderosi di perfezionare la propria tecnica e inserirsi rapidamente nel mondo del lavoro.
  • Studenti delle scuole di moda che vogliono arricchire la loro formazione pratica.
  • Commessi di negozi di moda che cercano di offrire competenze avanzate per le modifiche sartoriali ai propri clienti.

Soluzioni di Alloggio Personalizzate

Per facilitare la partecipazione ai corsi annuali, molte scuole offrono diverse soluzioni di alloggio, tra cui bed & breakfast, appartamenti, residence e hotel. Questo impegno verso la comodità riflette l’attenzione e la cura delle scuole di sartoria a Firenze nei confronti dei propri allievi.

MademoFLO Academy: la scelta eccellente

Tra le numerose opzioni, MadameFLO Academy si distingue come un’eccellente scelta. I nostri corsi sono progettati per permettere agli allievi di apprendere in profondità le tecniche sartoriali, con un focus speciale sulla realizzazione di abiti storici e costumi per lo spettacolo. Al contrario dei corsi convenzionali, MadameFLO Academy offre una manualità e un mestiere affascinante, spesso trascurato nei corsi di alta moda incentrati sulla teoria e sulla moda contemporanea.

Moduli progressivi e un ambiente accogliente ti aspettano. Prepara il tuo futuro nel mondo della moda a Firenze, culla dell’eccellenza artigianale.

Scegli MademoFLO Academy e immergiti in un mondo affascinante di creatività e maestria sartoriale.

La Cravatta: viaggio attraverso la storia dell’eleganza

La Cravatta: un viaggio attraverso la storia dell'eleganza

La cravatta, un tempo attribuita ai croati, ha una storia più antica e intricata di quanto si creda, da sempre accessorio tanto insensato quanto onnipresente nella moda maschile.

La Cravatta: un viaggio attraverso la storia dell'eleganza

Nessun altro accessorio incarna l’eleganza e la raffinatezza dell’uomo moderno come la cravatta. Ma dietro questo semplice pezzo di tessuto si cela una storia avvincente e ricca di curiosità che affonda le sue radici nei secoli passati.

Seppur oggi associata all’eleganza, l’idea di indossare una cravatta non era comune nell’antichità. I Romani, noti per la loro sofisticata cultura, lasciavano il collo scoperto, ma utilizzavano tessuti come lana, cotone o seta per proteggersi dal freddo. Questo accessorio era chiamato “focale”, un termine che derivava probabilmente dalla parola latina “faucase”, che significa “gola”.

Alcuni storici ritengono che i giovani nobili romani potessero adottare la cravatta come modo per distinguersi o evitare i rigidi obblighi sociali.

Il Rinascimento e l’Influenza dei Croati

Ma è nel XVII secolo che la cravatta inizia a farsi strada nella moda europea. Si narra che nel 1660, un reggimento di soldati croati arrivi in Francia con un accessorio particolare al collo, che colpisce l’immaginazione dei francesi.

Questo ornamento, chiamato “croatta” inizialmente e successivamente “cravatta”, ispira persino Re Luigi XIV, che lo adotta come parte ufficiale dell’abbigliamento di corte. Nasce così la figura del “cravattaio”, incaricato di annodare impeccabilmente le cravatte reali.

XIX secolo: la conquista dell’Inghilterra e l’Era Vittoriana

Dopo aver conquistato la Francia, la cravatta sbarca in Inghilterra, dove diventa un simbolo di eleganza e status. Gli studenti di Oxford iniziano a indossarla, creando uno stile distintivo che si diffonde rapidamente.

Nel corso del XIX secolo, noto come l’era vittoriana, la cravatta diventa un elemento fondamentale del guardaroba maschile, simbolo di status sociale e raffinatezza.

Il XX secolo: innovazione e cambiamento

Il XX secolo porta innovazione nel design e nell’uso della cravatta. Si assiste alla variazione delle dimensioni, alla diversificazione dei tessuti e dei colori, nonché all’introduzione di nuovi stili di nodi.

Il brevetto di Jesse Langsdorf nel 1924 rivoluziona il modo in cui le cravatte sono prodotte, garantendo loro una forma impeccabile e duratura nel tempo.

La Cravatta oggi: simbolo di eleganza e professionalità

Oggi, la cravatta continua a essere un simbolo di eleganza e professionalità nell’abbigliamento maschile. Tuttavia, si è evoluta nel corso del tempo, offrendo una vasta gamma di stili e opzioni per esprimere la propria personalità.

Oltre a essere un accessorio pratico, la cravatta è anche un potente strumento di comunicazione non verbale, che può trasmettere fiducia e raffinatezza.

La Vera Storia della Cravatta: Tra Miti e Realtà

Ma qual è la vera origine della cravatta? Nelle ere antiche, le culture preistoriche avevano una pratica insolita: appendevano al collo i testicoli disseccati dei loro nemici uccisi in battaglia. È interessante notare che i croati rivendicano l’invenzione della cravatta durante la Guerra dei Trent’anni (1618-1648), quando inviarono mercenari in Francia che indossavano questo accessorio. Hanno persino istituito una giornata dedicata alla cravatta nel loro calendario, l’8 ottobre. Tuttavia, un semplice sguardo al passato smentisce questa affermazione: il libro di Cesare Vecellio del 1590, riccamente illustrato e dedicato ai costumi del mondo, menziona già la parola “cravatta”. Ancora prima, Eustache Deschamps scrisse una ballata intitolata “Faite restraindre sa cravate”, dimostrando che l’uso di tale accessorio era presente ben prima dell’epoca croata.

Ma la storia della cravatta si estende oltre i confini europei: si trova una sorta di bandana, chiamata cravatta in sanscrito, indossata dai guerrieri di Xian in Cina e dagli ufficiali dell’esercito romano, dove era nota come focale o sudarium in latino. Tuttavia, la versione più simile alle moderne cravatte apparve durante la battaglia di Steinkirk del 1692, nei Paesi Bassi. Durante un attacco improvviso degli inglesi, gli ufficiali francesi, anziché perdere tempo annodando le proprie bandane al collo, le infilarono nell’occhiello del bavero, creando un’immagine attraente e dinamica che divenne di moda per oltre un secolo.

In conclusione, la cravatta rappresenta molto più di un semplice accessorio di moda. È un simbolo di storia, cultura e stile che continua a ispirare e affascinare nel corso dei secoli. Che sia indossata come segno di eleganza o come dichiarazione di personalità, la cravatta rimane un’icona intramontabile dell’abbigliamento maschile.

Nessun altro accessorio incarna l’eleganza e la raffinatezza dell’uomo moderno come la cravatta. Ma dietro questo semplice pezzo di tessuto si cela una storia avvincente e ricca di curiosità che affonda le sue radici nei secoli passati.

L’alternativa alla cravatta: il cravatton

Esiste un’alternativa elegante e raffinata chiamata Cravatton che incrocia gli elementi distintivi del papillon e della cravatta.

Realizzato con maestria artigianale e disponibile in una varietà di colori e tessuti, il Cravatton si adatta perfettamente a qualsiasi occasione, sia essa speciale che quotidiana, aggiungendo un tocco di stile essenziale sia per uomini che per donne.

Il Cravatton si rivela un dettaglio di stile imprescindibile, soprattutto in quei momenti in cui il dress code richiede l’eleganza dello smoking o del frac ma si inserisce con altrettanta facilità anche negli abiti più informali consolidando la sua posizione come componente fondamentale del guardaroba sia maschile che femminile.

Per scoprire la vasta gamma di cravatton disponibili, ti invitiamo a visitare il nostro negozio online e ad aggiungere un tocco di classe ai tuoi outfit!

Cucito creativo: kit per realizzare fiore in jeans

Cucito creativo: kit per realizzare fiore in jeans

Ha mai pensato di trasformare vecchi jeans in bellissimi fiori? Scopri il tuo nuovo progetto di cucito creativo!

Cucito creativo: kit per realizzare fiore in jeans

Se ti piace realizzare oggetti artigianali con tessuti di recupero, adorerai questa attività di cucito creativo che ti permetterà di creare un semplice oggetto floreale partendo da un vecchio paio di jeans. Il suo stile si adatta perfettamente ad altri decori fatti a mano, conferendo un tocco unico e personale alla tua casa o ai tuoi capi di abbigliamento.

Riciclare vecchi jeans per creare fiori di denim non è solo un modo creativo per dare nuova vita a capi d’abbigliamento usati, ma anche un’azione sostenibile che contribuisce alla riduzione dello spreco di risorse. Con un po’ di manualità e un pizzico di fantasia, puoi trasformare questi semplici elementi floreali in splendide decorazioni.

Strumenti essenziali per creare fiori in jeans

Per realizzare i tuoi fiori in jeans ti serviranno alcuni strumenti essenziali, molti dei quali già inclusi nel nostro kit:

  • Forbici da sarto: necessarie per effettuare tagli precisi e puliti, assicurando che i petali di denim siano simmetrici e ben modellati. Cerca un paio di forbici da sarto specifiche per tessuti, in quanto sono più affilate e hanno una lama più lunga, rendendo più facile tagliare il jeans. Ricorda di conservare le forbici da sarto separate dalle comuni forbici da cucina per preservarne l’affilatura e prevenire l’usura.
  • Colla per tessuti (inclusa nel kit): questa colla ti aiuterà ad assemblare i fiori fissando i diversi strati di petali di jeans inclusi nel kit, garantendo che i fiori rimangano intatti.
  • Ago e filo: se preferisci adottare un un metodo più tradizionale, puoi cucire tra di loro i petali di jeans senza utilizzare la colla. Questa tecnica richiede più tempo e pazienza, ma ti permetterà di creare un fiore ancora più resistente e duraturo.

Cucito creativo: inizia la tua avventura nella creazione di fiori in denim

Cucito creativo: kit per realizzare fiore in jeans
Il kit comprende tutto il necessario per creare un bellissimo fiore incluso colla, porzioni di tessuto in jeans, cartamodelli, etc.  All’interno della confezione troverai una guida illustrata con tutti i passaggi da seguire per creare il fiore!

Raccogli materiali e strumenti ma ricorda sempre di divertirti e liberare la tua creatività. Il processo di creazione di fiori in jeans non è solo un modo per riciclare vecchi jeans ma anche un’opportunità per esprimere il vostro stile unico e la vostra immaginazione. Quindi, preparati a trasformare i tuoi vecchi jeans in splendidi fiori!

Da una comprensione del valore dell’upcycling di vecchi jeans a guide passo passo e tecniche avanzate, il nostro kit vi fornirà le conoscenze per iniziare il vostro viaggio nella creazione di fiori in jeans.

Istruzioni passo passo per realizzare i tuoi fiori di denim

  • Taglia i petali: utilizza le forbici da tessuto per ritagliare da vecchi jeans dei petali di varie forme e dimensioni. Puoi utilizzare dei modelli predefiniti inclusi nel kit (consigliato) o dare libero sfogo alla tua immaginazione e creare forme personalizzate.
  • Assembla i petali: grazie alla tecnica illustrata all’interno delle istruzioni, puoi assemblare i petali di denim utilizzando la speciale colla inclusa nel kit. Crea strati di petali di diverse dimensioni per ottenere un effetto tridimensionale e realistico.

L’upcycling di vecchi jeans creando fiori con tessuti di recupero (già inclusi nel nostro kit) non è solo un’iniziativa sostenibile ed eco-compatibile, ma anche un’attività creativa che ti permette di trasformare gli scarti di jeans in oggetti unici e decorativi. Con pochi strumenti essenziali e un pizzico di immaginazione, trasformerai semplici jeans in splendide opere d’arte floreale.

Questo progetto di cucito creativo è un’attività divertente e gratificante che ti permetterà di esprimere la tua creatività e dare nuova vita a tessuti che altrimenti sarebbero andati sprecati. Continuiamo a spingerci oltre i nostri limiti e a sorprenderci con ciò che possiamo fare.

Inaugurazione della Mostra “Artigiani Digitali”

Inaugurazione della Mostra "Artigiani Digitali - CALLforCRAFT2"

Si è svolta il 17 gennaio 2024 l’inaugurazione della mostra “Artigiani Digitali – CALLforCRAFT2” con la presenza dell’Assessore del Comune di Firenze Giovanni Bettarini

Inaugurazione della Mostra "Artigiani Digitali - CALLforCRAFT2"
Il momento in cui l’Assessore del Comune di Firenze Giovanni Bettarini ha inaugurato la mostra.

In un affascinante connubio tra tradizione e innovazione, la mostra, ospitata presso la Sala del Semiottagono nell’Ex Carcere delle Murate (Murate Idea Park in Piazza Madonna della Neve 8 a Firenze), offre uno sguardo intimo e appassionato al mondo degli artigiani fiorentini immersi nella rivoluzione digitale.

Fino al 9 febbraio 2024, gli appassionati d’arte e cultura avranno l’opportunità di esplorare la mostra fotografica, realizzata in collaborazione con LABA Firenze, un’istituzione dedita all’eccellenza creativa. La bellezza dei lavori esposti è il risultato di un progetto ambizioso avviato dal MIP nell’ambito di CALLforCRAFT 2nd Edition, iniziato ad aprile 2023 e orgogliosamente patrocinato dal Comune di Firenze.

“Siamo a fianco di opportunità importanti come questa per le aziende artigiane perché attraverso il sostegno di Murate Idea Park si aiutano le attività ad un nuovo approccio nello sviluppo di un settore, come l’artigianato, che si radica nella tradizione ma che guarda anche al futuro avvalendosi di strumenti innovativi. La mostra ne è piena testimonianza”

Assessore al commercio e alle Attività produttive Giovanni Bettarini

L’iniziativa ha coinvolto gli artigiani fiorentini in un percorso di digitalizzazione, che ha abbracciato 100 ore di formazione online su Comunicazione, Digital Marketing, Public Speaking e Digital Tools, oltre a 100 ore di prezioso mentoring. L’obiettivo era fornire agli artigiani gli strumenti e le competenze necessarie per prosperare nel mondo digitale senza compromettere la ricchezza della loro tradizione.

I 16 artigiani selezionati afferiscono a diversi settori come: moda e filati tra cui, Diamantina Palacios, Storie di Stoffe Firenze, M’adame Firenze, Sartoria MadameFLO, Ozio Piccolo Studio Tessile, Mode Liana e Frau Leman, al settore gioielleria e preziosi tra cui, Viola Foggi Gioielli, Jole Sul Prato, Flor Rubaja Jewelry, Constance Schurch e Be Giuls, al settore ceramica con Studio Ceramico Giusti e al settore dell’arte e della pittura come Veronica Balzani e Ovotondo, fino agli accessori con Zoom Bags.

La sartoria MadameFLO, capitanata dal Maestro Artigiano Vittoria Valzania, ha abbracciato appassionatamente questa sfida nell’ambito del progetto Reejeansiamo. Le bellissime foto, curate con maestria da Fabiana Leccese, studentessa del terzo anno presso LABA Firenze, catturano l’anima e l’abilità della sartoria fiorentina negli abiti e accessori indossati da Giulia Corsi.

Inaugurazione della Mostra "Artigiani Digitali - CALLforCRAFT2"
A sinistra Fabiana Leccese, al centro gli scatti selezionati per le mostra e a destra la modella che ha indossato gli abiti Giulia Corsi.

L’accesso alla mostra è gratuito. Un’esperienza unica che celebra il passato, il presente e il futuro dell’artigianato locale.

L’iniziativa CALLforCRAFT è patrocinata dal Comune e dalla Camera di Commercio di Firenze, con il supporto di partner strategici che, insieme a SSATI e MIP, hanno affiancato e supportato gli artigiani selezionati nel loro percorso di digitalizzazione.

Partner della call sono sia istituti di formazione specializzanti come l’ISIA Firenze e LABA – Libera Accademia di Belle Arti, sia le associazioni di categoria del settore, come: Confartigianato Firenze, Artex, CNA Firenze, Conflavoro PMI Firenze, oltre che OMA, Osservatorio dei Mestieri d’Arte e il PID, Punto Impresa Digitale della CCIAA Firenze.

Inaugurazione della Mostra "Artigiani Digitali - CALLforCRAFT2"
Fonte: Comune di Firenze

Riparare abiti: il potere di valorizzare l’imperfezione

Riparare abiti: il potere di valorizzare l'imperfezione

Esplorare le pratiche della riparazione degli abiti: un mondo gratificante e sostenibile che contribuisce a ridurre lo spreco e a riavvicinarci ai nostri capi d’abbigliamento in modo significativo.

Riparare abiti: il potere di valorizzare l'imperfezione

La pratica del “riparare abiti”, o mending, è l’arte di correggere i difetti derivati dall’usura dei vestiti. Questi difetti possono includere buchi, strappi e bottoni mancanti, e spesso coinvolgono l’uso di ago e filo.

Riparare abiti è un atto che abbraccia la bellezza dell’imperfezione, realizzando piccole riparazioni ai vestiti che già possediamo per poterli indossare più a lungo. Questo contrasta con l’idea che il nuovo sia sempre migliore, aggiungendo un tocco di personalità al capo.

Esistono due tipi comuni di mending: il visible mending e l’invisible mending.

Il primo è una tecnica di riparazione che mira deliberatamente a trasformare l’area riparata in una dichiarazione a sé stante, utilizzando fili dai colori accesi o aggiungendo toppe. Le molte modalità di riparazione visibile aggiungono un nuovo strato di narrazione al capo d’abbigliamento, raccontando storie attraverso colori e dettagli unici.

L’invisible mending, invece, è una tecnica di riparazione che si utilizza quando si desidera che l’area riparata non spicchi – meno evidente è meglio. L’obiettivo è far sì che il capo d’abbigliamento mantenga l’aspetto più vicino possibile alla sua condizione originale. Questo spesso implica la scelta di un colore di filo che si mimetizzi con il tessuto, l’uso di piccoli punti e cercare di nascondere i punti di sutura dietro le cuciture e le orlature già esistenti.

L’importanza di riparare vecchi abiti:

Con il consumo di abbigliamento in diminuzione, la pratica del mending diventa cruciale. Secondo la Fondazione Ellen MacArthur, un camion della spazzatura di tessuti viene scartato ogni secondo nel mondo, e gran parte di questi rifiuti è ancora completamente indossabile. Il mending diventa così una pratica di moda lenta, incentrata sulla cura e sulla riutilizzazione invece che sul consumo e sullo spreco. È un piccolo passo che può avere un impatto significativo sul nostro ambiente e sulla nostra mentalità nei confronti della moda.

Storicamente, il mending è stato un’abilità di necessità per le comunità a basso reddito. Tuttavia, con la crescita del movimento slow fashion, il mending è diventato un atto politico contro il sistema fast fashion. È importante notare che non tutti hanno il privilegio di dedicare tempo al mending, ma ci sono sempre più aziende che offrono servizi di sartoria, riparazione e alterazione.

Perché il mending non è diffuso?

Nonostante l’importanza, il mending non è ancora una pratica diffusa. La cultura della usa e getta, sostenuta dal sistema fast fashion, impedisce la diffusione di questa pratica, poiché questa si basa su vestiti economici e sulla promozione del consumo rapido.

Riparare abiti è un atto rivoluzionario contro il sistema di consumo veloce, promuovendo la cura, la durabilità e la consapevolezza. Non è solo un modo per mantenere i vestiti, ma anche un gesto di resistenza contro il consumismo e un’opportunità di rallentare, riflettere e valorizzare ciò che già possediamo.

Riparare abiti è un passo verso una moda sostenibile, accessibile e consapevole.

Il cappello di Napoleone: icona storica e simbolo di potere

Cappello a due punte di Napoleone Bonaparte

L’incredibile Storia dietro il Cappello di Napoleone: potere, identità e iconicità storica

Il cappello di Napoleone: un'icona storica e simbolo di potere

Il celebre cappello di Napoleone Bonaparte, oggetto tanto controverso quanto iconico, ha suscitato emozioni contrastanti nei suoi contemporanei. “Eccoti lì, cappello infame!” fu l’indimenticabile apostrofo del Principe Metternich al cappello, un passaggio emblematico del monologo di Rostand nell’Aiglon. Questo cappello, divenuto incarnazione dell’imperatore stesso, ha alimentato una profonda avversione tra i suoi avversari.

Per molti, Napoleone e il suo cappello sono un’unica entità. Nessun simbolo ha mai rappresentato così completamente un personaggio storico. Consapevole della forza di questa simbologia, Bonaparte lo integrò presto nella sua immagine durante il Consolato. Mentre i suoi ufficiali portavano i cappelli en colonne, perpendicolari alle spalle, lui lo indossava en bataille, con le corna parallele alle spalle. Il suo abbigliamento semplice e sobrio si distingueva nettamente dagli ufficiali circostanti, gloriosi nei loro cappelli piumati, rendendolo immediatamente riconoscibile sul campo di battaglia.

Uno dei cappelli più antichi conosciuti è quello indossato dal Primo Console nella Battaglia di Marengo, oggi custodito al Musée de l’Armée. Nel corso dell’Impero, le forme e le dimensioni variavano leggermente, ma l’aspetto generale rimaneva immutato, così come il suo fabbricante di cappelli, Poupard. Quest’ultimo diventò un simbolo così forte che Metternich di Rostand vede ironia in ciò:

In realtà la leggenda viene da un cappellaio / Il vero Napoleone, alla fine… è Poupard!

Napoleone aveva sempre con sé una dozzina di cappelli, di cui solo quattro furono portati a Sant’Elena. Uno di essi fu collocato nella sua bara alla sua morte. Oggi, uno di quei cappelli è qui presentato, parte di quella storia eterna in cui Napoleone e il suo piccolo cappello riposano insieme per l’eternità.

Cappello a due punte di Napoleone Bonaparte
Un dipendente mostra un bicorno nero in feltro appartenuto all’Imperatore Napoleone Bonaparte presso una casa d’aste a Parigi, durante un’anteprima dell’asta del 15 e 16 novembre 2014 a Fontainebleau, a sud di Parigi.

Se vuoi possedere un pezzo di questa storia unica, il nostro laboratorio è in grado di produrre una replica fedele del celebre cappello di Napoleone. Rivivi l’epoca di un’icona storica, simbolo di potere e leggenda, con questo straordinario cappello che ha attraversato i secoli.

Acquista ora e porta a casa un frammento della grandezza di Napoleone Bonaparte. Clicca qui per maggiori informazioni sull’iconico cappello di Napoleone Bonaparte.

Dove comprare moda vintage e second hand online?

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Dove comprare moda vintage e second hand online?

L’acquisto di moda vintage e di seconda mano è diventato un vero e proprio fenomeno, particolarmente in voga nel mondo online. Questo trend è alimentato da diversi motivi, tra cui l’attenzione per l’aspetto economico, la crescente preoccupazione per la sostenibilità e l’innegabile stile che il vintage porta con sé.

In questi ultimi anni, abbiamo assistito a un’esplosione di interesse verso l’acquisto di capi vintage e di seconda mano, in parallelo con una maggiore consapevolezza sull’impatto ambientale dell’industria della moda. Fortunatamente, sono sorti numerosi siti di rivendita che hanno reso più accessibile e semplice fare acquisti più sostenibili.

La caccia ai capi vintage di qualità è diventata una missione, sia per stilisti che per appassionati, in cerca di pezzi unici, curati e di valore. Questo tesoro speciale richiede una ricerca accurata, spesso affidata a nuovi vintagisti, come lo stilista Law Roach, che ha dato nuova vita a un abito Christian Dior del 1959, scelto per Bella Hadid, scoperto nel negozio Aralda Vintage di Los Angeles.

Ma da dove nasce il desiderio di indossare moda vintage? Il termine “vintage” deriva dalla parola latina “vindemia”, associata inizialmente ai vini d’annata. Nel corso del tempo, ha assunto il significato di oggetti vecchi di almeno 20 anni. L’abbigliamento usato ha avuto origine negli anni ’70 ma è esploso negli anni ’90 come una forma di ribellione alle tendenze di massa.

Il Trend della Moda Vintage Online

La tendenza dell’acquisto di moda vintage online ha guadagnato popolarità per diversi motivi, tra cui la sostenibilità e l’eleganza senza tempo dei capi vintage.

Tuttavia, negli ultimi tempi, le mentalità stanno cambiando. Nel 2021, i pregiudizi verso gli acquisti di seconda mano e vintage sono stati superati. Il 20% degli acquirenti nei negozi vintage sono milionari, mentre la Generazione Z è diventata la più grande acquirente di abbigliamento vintage.

Quali sono i motivi principali per acquistare abbigliamento vintage?

  • Eleganza Intramontabile: L’attrattiva dei capi vintage si basa sulla loro unicità e fascino senza tempo.
  • Sostenibilità Ambientale: Acquistando capi vintage, contribuisci a ridurre l’impatto ambientale legato alla produzione di nuovi capi e allo smaltimento. Si allunga il ciclo di vita dei prodotti, offrendo un’alternativa sostenibile e alla moda.

Come dicevamo, persino Maison di prestigio investono nella ricerca e nell’utilizzo di archivi per plasmare la loro creatività. Il vintage non è solo una scelta ecologica, ma spesso significa indossare pezzi unici, ricercati e intramontabili. È un’opportunità per sperimentare uno stile unico, raro e irripetibile. In questo contesto, spicca Onvintage di MadameFLO, il negozio online punto di riferimento nel mondo del vintage.

L’impegno di OnVintage di MadameFLO è improntato soprattutto a:

  • Selezione di Capi Unici: Il negozio si distingue per la cura nella selezione di capi vintage unici che combinano il fascino del passato con l’energia delle tendenze moderne.
  • Esperienza Coinvolgente: L’obiettivo è offrire un’esperienza di shopping coinvolgente e autentica per gli amanti della moda vintage.

La Missione di OnVintage

Il legame con i clienti va oltre la semplice transazione. Ci impegnamo a stabilire un contatto autentico, a comprendere i desideri degli acquirenti e a anticipare le loro necessità. Questo legame si estende anche al mondo dei social e delle mail, portando l’esperienza del vintage direttamente a ogni cliente, ovunque si trovi.

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