Cucire è terapeutico, “ritaglia” il tuo tempo: i benefici sulla mente

Cucire è terapeutico, "ritaglia" il tuo tempo: i benefici sulla mente

Cucire è terapeutico, quindi se vuoi staccare dal frenetismo che ti circonda e iniziare ad avere un ritaglio di tempo tutto per te, perché non iniziare a ritagliare in senso letterale?

Cucire è terapeutico, "ritaglia" il tuo tempo: i benefici sulla mente

Cucire è terapeutico, quindi se vuoi staccare dal frenetismo che ti circonda e iniziare ad avere un ritaglio di tempo tutto per te, perché non iniziare a ritagliare in senso letterale? I benefici di questa attività spiegati dalla Sartoria a Firenze “Madame Flo”.

Durante la Seconda Guerra mondiale, le donne che nei campi di prigionia cucivano coperte o ricamavano vestiti, non lo facevano certo con lo stesso spirito. Ognuna cuciva chiusa in se stessa, in solitudine, reclamando così la sua individualità immersa nella folla, nell’atmosfera claustrofobica del campo dove era considerata solo un numero: attraverso il suo lavoro, recuperava tempo per se stessa e con l’ago affermava la sua identità.

I benefici

Cucire a mano, punto dopo punto è un esercizio di meditazione nonché un esercizio energizzante e una cura per il buon umore. Cucire ti permetterà di essere soddisfatta di te stessa. Se nelle giornate no hai un’errata percezione di te, credendo di non essere in grado di realizzare qualsiasi cosa, parti dal cucito. Vedrai che partire da zero e vedere la tua creazione che passo dopo passo prende forma ti farà tornare il sorriso e la tua giornata storta diventerà una giornata “sì”.

Ci sono molti studi che hanno esaminato e descritto lo sviluppo di questa competenza dal punto di vista neurofisiologico e psicologico, ma forse va approfondito il significato della mano come un possibile strumento di comunicazione con il mondo; la mano come fautore di un linguaggio le cui parole sono i movimenti e i cui discorsi sono gli oggetti: la mano che crea i pensieri del cervello attraverso gli oggetti che produce, che urla le emozioni, la mano che può curare il dolore facendolo uscire per trasformarlo in un prodotto materiale, che riempie di simboli le cose attraverso il quale racconta le storie del cuore e della mente.

Far riaffiorare i ricordi e dar fonte di stimolo nuovo arrivando alla realizzazione di un prodotto finito è uno degli obiettivi più importanti di questa attività.

Cucire una bambola di stoffa a mano per esempio, prende tutto quello di cui abbiamo descritto finora e lo amplifica. Semplicemente perché stiamo facendo nascere una parte di noi, con la nostra forma umana. Facciamo nascere qualcosa che ci restituirà lo sguardo, che ci ricorderà qualcuno di caro, un’espressione, una somiglianza, un colore di occhi o capelli.

A cura di Ancona Today

Corso di cucito creativo a Firenze per imparare a cucire la Venere di Botticelli

Corso di cucito creativo: imparare a cucire la Venere di Botticelli

Il corso di cucito creativo di MadameFlo: un’occasione di incontro per imparare a realizzare la prestigiosa bambola da collezione che rappresenta la Venere di Botticelli.

Corso di cucito creativo: imparare a cucire la Venere di Botticelli

Un gruppo di allieve e di amiche, le 8 persone che hanno partecipato alla prima lezione del corso di cucito creativo tenutosi il 15 luglio 2021 a Firenze e che ha visto come protagonista la Venere di Botticelli. Penserete: “Cosa ha a che fare un famoso quadro di fine ‘400 con un corso di cucito?”

Grazie al corso di cucito creativo organizzato Laboratorio di Sartoria Madame Flo, le allieve hanno scoperto le tecniche e i segreti più preziosi utilizzati per la creazione della Madame Doll che rappresenta proprio la Venere di Botticelli. Grazie al prezioso supporto di Paola di Icona Toscana abbiamo scoperto anche qualche curiosità in più. Il quadro che noi conosciamo come “La nascita di Venere“, dipinto da Sandro Botticelli, e conservato agli Uffizi di Firenze, infatti, non rappresenta, in realtà, la nascita di Venere. Sebbene il mito della nascita sia piuttosto simile alla rappresentazione che ne da Botticelli, il pittore fiorentino voleva in realtà rappresentare l’arrivo di Venere a Cipro.

Botticelli trasse ispirazione da celebri riferimenti classici, come la Venere Anadiomene, statua che probabilmente vide in quanto già posseduta dai Medici. Il volto della dea è ispirato alla musa di Botticelli, Simonetta Vespucci, considerata dalla Firenze dell’epoca come la donna più bella mai nata. Fin dalla sua realizzazione l’opera è stata però considerata una delle rappresentazioni più alte dei canoni raffigurativi femminili. La Venere è divenuta simbolo non solo della Firenze medicea ma uno delle opere d’arte rinascimentali più celebri al mondo.

Il quadro è diviso in modo piuttosto netto in tre parti. A sinistra si trovano due figure: quella maschile è quasi certamente il vento Zefiro (presente anche nella Primavera, sempre di Botticelli), quella femminile probabilmente un altro vento (Aura o Bora) o la ninfa Clori. Al centro è rappresentata Venere, nuda, sopra ad una conchiglia. La figura di Venere viene considerata come il prototipo della bellezza femminile del Rinascimento. A quanto pare, Botticelli ritrasse in Venere Simonetta Vespucci, nobildonna considerata bellissima e della quale Giuliano de’ Medici era innamorato. Sulla destra, una delle Ore (divinità che sovrintendono al mutare delle stagioni), in particolare la Primavera tende a Venere un drappo intarsiato di fiori (mirti, primule e rose) con il quale coprirsi. La stessa Ora indossa un vestito finemente decorato di fiori (rose e fiordalisi).

Conclusa la parte storica, il corso di cucito creativo è entrato nel vivo: sono state affrontate tutte le fasi della produzione della bambola e le allieve hanno finalmente messo in campo le loro abilità iniziando dall’analisi del cartamodello all’imbottitura, dall’assemblaggio di tutti gli arti all’applicazione dei dettagli come le articolazioni e la posa dei lunghi capelli.

Tutte le attività del corso di cucito creativo sono pianificate affinché tutti i partecipanti di qualsiasi livello si sentano a loro agio nell’affrontare tutte le fasi lavorative con semplicità e soddisfazione: il risultato è garantito e lo scopo del corso è raggiunto!

L’evento si è concluso con un ultimo momento di svago, ulteriore occasione per conoscersi meglio e per confrontarsi su idee e progetti futuri. Ringraziamo tutte le allieve (Irene, Anna G., Bibi, Natalia, Laura, Marcella, Anna R. e Paola) per aver partecipato con così tanta passione al corso di cucito creativo per la rappresentazione della Venere di Botticelli.

Un grande ringraziamento va infine a Spazio NOTA nelle persone di Martina e Giuseppe e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze per averci ospitato nella loro bellissima location e per aver supportato il corso e aver contribuito a rilanciare il lavoro di tanti artigiani fiorentini così profondamente colpiti dalla pandemia globale del 2020-2021.

Vi invitiamo ad iscrivervi alla nostra newsletter (clicca qui) e a seguirci sui Social (Facebook e Instagram) per essere sempre aggiornati su tutti i prossimi eventi.

Abbiamo realizzato un breve video al fine di immortalare i momenti più significativi del corso.

L’arte diventa realtà: dalla tela di Tiziano all’abito gioiello per il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina

L’arte diventa realtà: dalla tela di Tiziano all’abito gioiello per il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina
L’arte diventa realtà: dalla tela di Tiziano all’abito gioiello per il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina

La sapienza della sartoria artigianale abbinata all’arte pittorica o meglio allo studio dei dettagli pittorici. Nasce così il progetto creativo che ha permesso di consegnare al Corteo Storico della Repubblica Fiorentina il nuovo abito de ‘La Bella di Tiziano’.

Il corteo è una rievocazione nata in occasione dei festeggiamenti legati al quattrocentesimo anniversario della Partita dell’assedio, la storica partita giocatasi il 17 febbraio 1530 durante l’assedio militare di Firenze ad opera dell’imperatore Carlo V.

Composto da figure con abiti di tradizione cinquecentesca, il corteo sfila per le strade di Firenze rinnovando le tradizioni popolari fiorentine e riportando alla luce gli abiti e i ranghi sociali di alabardieri, archibusieri, belestrieri, bandierai, fanti e bombardieri, sergenti e ufficiali, musici e nobili della Repubblica Fiorentina. Il corteo ha introdotto anche le figure femminili e si è strutturato negli anni ’80.

Proprio a questo periodo risalgono i primi abiti delle Madonne Fiorentine, vestiti prestigiosi ispirati ai quadri   di personaggi rinascimentali illustri e influenti a Firenze. L’abito della capogruppo delle madonne fiorentine Natascha Ferrucci è quello indossato da ‘La Bella di Tiziano’, sconosciuta nobildonna raffigurata da Tiziano in un quadro della metà del Cinquecento, arrivato a Firenze con Vittoria della Rovere, quinta Granduchessa di Toscana, oggi esposto alla Galleria Palatina.

L’idea di realizzare un nuovo abito è nata dall’esigenza di attualizzare quello di oltre trent’anni fa, più volte rimaneggiato per adattarlo alle diverse Madonne che l’hanno indossato, migliorandone alcune caratteristiche: tessuto più leggero e traspirante, decorazioni fisse e maggior armonia rispetto al resto del gruppo delle Madonne.

Il nuovo abito è una rivisitazione fedele del dipinto e più integrata rispetto al resto del corteo. L’abito originale de ‘La Bella di Tiziano’ era formato da maniche removibili fermate attraverso fiocchi e lacci e dalla camicia allacciata, ma per esigenze di vestibilità è stato semplificato in un pezzo unico. Il tessuto originale era damasco, qui sostituito con una stoffa misto seta più usabile nelle diverse stagioni. Il risultato è simile all’abito originale del dipinto.

L’abito è stato realizzato da nove persone di età compresa tra i 29 e i 55 anni, che hanno cucito e assemblato i pezzi dell’abito già tagliati in precedenza. Il lavoro più complesso è stato realizzare le maniche, composte da circa 30 pezzi fra bordi di velluto, ricami, fiocchi e sbuffi, e il corpetto che consentiva di lavorarci soltanto a turni. L’abito è stato comunque confezionato in tempi record: appena 4 giorni e mezzo di lavoro.

Ad arricchire l’abito, realizzato durante un corso di sartoria promosso da Fondazione CR Firenze e Associazione OMA – Osservatorio dei Mestieri d’Arte, i gioielli prodotti da Riccardo Penko. Sono composti da orecchini, in argento dorato, realizzati completamente a mano, secondo le antiche tecniche della tradizione orafa fiorentina.

Il gioiello è composto da due lastre sovrapposte traforate a forma di petalo, sbalzate e incise, su cui poggia un castone smerlato che racchiude al suo interno un granato a taglio antico. La forma dell’orecchino richiama quella rappresentata nel dipinto de ‘La Bella di Tiziano’.

Sia il pernio a forma di goccia che il castone ed i petali sono interamente decorati con la tecnica del penkato che conferisce luminosità all’opera. Infine l’orecchino termina con una perla dalla tonalità dorata, dalla forma sferica, abbracciata da elementi traforati e dorati. La catena a maglie intrecciate in lega dorata compone un motivo asimmetrico e irregolare, sia per il numero degli elementi che per la loro lunghezza. Le maglie sono lavorate con la tecnica del “cesoro”.

La cintura in stoffa è stata impreziosita con sette cerchi dorati e traforati con motivi geometrici ispirati al Rinascimento. Ogni anello è diverso dall’altro per creare movimento all’intera cintura.

“La donazione di quest’abito – afferma Oliva Scaramuzzi, Consigliera di Fondazione CR Firenze – acquista oggi un significato importante di valorizzazione delle tradizioni popolari in un momento in cui la pandemia ha limitato le manifestazioni rievocative che rappresentano il cuore pulsante della memoria storica. Questa iniziativa è stata un’occasione importante di specializzazione sul tema della sartoria che siamo lieti abbia riscontrato un grande interesse. È anche il segnale di un efficace lavoro di squadra fra le varie realtà del territorio per dare opportunità lavorative ai giovani. Siamo consapevoli che il valore del nostro passato unito alla creatività delle nuove generazioni riescono a tramandare quella bellezza del fatto a mano che è una delle grandi risorse per la rinascita del Paese”.

A cura di Fabrizio Del Bimbo – Clicca qui per scaricare l’articolo pubblicato su L’Italo-Americano.

L’abito del Maestro dei Musici donato dal Rotary Club al Corteo Storico Fiorentino

L'abito del Maestro dei Musici donato dal Rotary Club al Corteo Storico Fiorentino

Conferenza stampa per la donazione al Corteo Storico Fiorentino dell’abito del Maestro dei Musici da parte del Rotary Club Lorenzo Il Magnifico.

L'abito del Maestro dei Musici donato dal Rotary Club al Corteo Storico Fiorentino

Si è tenuta il 27 marzo 2021 la conferenza stampa per la presentazione dell’abito del Maestro dei Musici donato dal Rotary Club Lorenzo il Magnifico al Corteo Storico Fiorentino; si tratta dell’ennesimo gesto che sempre di più rafforza la collaborazione tra le due organizzazioni. Ormai da molti anni il Rotary Club Lorenzo il Magnifico infatti, finanzia con grande orgoglio la riproduzione di abiti storici che caratterizzano la tradizione fiorentina.

Ma qual è la storia che si cela dietro a questo abito? E perché il Rotary Club Lorenzo Il Magnifico ha deciso di donare proprio l’abito abito del Maestro dei Musici?

Partiamo dalla carica che ricopre il Maestro dei Musici, il quale ha il compito di dirigere tutto il gruppo. Porta un bastone con pomo dorato in cima, guarnito di nappe, col quale comanda la direzione di marcia, le battute ai tamburini e il tempo di entrata ai trombetti e ai pifferi.

Il costume è caratterizzato da un abito rosso con indossato un ampio mantello in panno blu bordato con più passamanerie d’oro, calze rosse, scarpe in cuoio marrone, cappello di panno azzurro piumato, bastone di comando ed è armato di spada.

L'abito del Maestro dei Musici donato dal Rotary Club al Corteo Storico Fiorentino

Il motivo per il quale è stato scelto proprio l’abito del Maestro dei Musici deriva dall’archivio del Centro Studi dell’Associazione Culturale Repubblica Fiorentina 1530 che recentemente, si è arricchito delle riproduzioni fotografiche dei 21 bozzetti originali, conservati nella casa degli eredi dell’Architetto Alfredo Lensi, l’autore del Il Gioco del Calcio Fiorentino.

L’attività fondamentale di Alfredo Lensi sul Calcio Storico Fiorentino è descritta in modo preciso proprio nel volume dedicato al recupero della manifestazione. Alfredo Lensi è quindi il personaggio più importante per la ripresa delle partite di Calcio fiorentino. La ricostruzione è frutto di uno studio approfondito che riguarda una ricerca accademica effettuata dal Lensi (e da Pietro Gori) con l’aiuto delle fonti scritte e iconografiche reperite negli archivi di tutta Italia.

La riproduzione dell’abito del Maestro dei Musici si basa quindi su uno dei bozzetti ritrovati.

Dopo mesi di studio necessari per analizzare e progettare nel dettaglio tutti i particolari dell’abito, Vittoria Valzania si è occupata della produzione dello stesso: dopo circa un mese di lavoro svolto con dedizione e alta accuratezza sartoriale, viene finalmente presentato il lavoro svolto attraverso un evento ufficiale nella Sala Macconi del Comune di Firenze in presenza di Michele Pierguidi (Presidente del Quartiere 2 di Firenze, Presidente del Calcio Storico Fiorentino e Consigliere Speciale per le Tradizioni Popolari del Comune di Firenze), Filippo Giovannelli (Direttore del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina) e Pietro Lombardi (Presidente del Rotary Club Lorenzo il Magnifico).